Creatività umana VS software. “Sono Morena”, brano scritto ed interpretato da Monica Brown, congelato da un algoritmo.
“Arriveremo a dover provare di essere umani per dimostrare a skynet di non essere un pericolo” Lo diceva Sara Connor in Terminator del 1984 dove s’mmaginava come un’intelligenza artificiale prendesse possesso di tutto ciò che è “umano”. Monica Brown, cantante e cantautrice romana, oggi si trova a combattere con un software che ha c…
| Denis Locoselli | Intelligenza artificiale
“Arriveremo a dover provare di essere umani per dimostrare a skynet di non essere un pericolo” Lo diceva Sara Connor in Terminator del 1984 dove s’mmaginava come un’intelligenza artificiale prendesse possesso di tutto ciò che è “umano”. Monica Brown, cantante e cantautrice romana, oggi si trova a combattere con un software che ha congelato il suo ultimo pezzo “Sono Morena” che chiede una certificazione di “utilizzo di AI”. Come si fa a spiegare ad un software che dietro ad una canzone c’è lavoro, studio, persone che hanno dato il proprio tempo. Come si fa a spiegare un progetto lungo di risposta a “Baila Morena”, il pezzo soul di Zucchero del 2001, dove Morena era fuoco che ballava in una notte di luna piena, c’è tanto lavoro, impegno e dedizione. Da qui parte la denuncia pubblica di Monica Brown.
Siamo dinnanzi al paradosso dove un’autrice, una artista viene bloccata da un’IA che le chiede prova della sua umanità. Il suo brano rimane in attesa di qualcuno (o qualcosa) che dia il lasciapassare in un mondo dove il ragazzino viziato chiede a mammà di finanziare la sua voglia si successo e questa le da un pc ed un software, facilmente produrrà quindi qualcosa che sarà in tendenza per qualche settimana e con una buona dose di fortuna, ed una valigia di sogni, (e di molto danaro) arriverà in qualche talent fino al più patinato festival nella città dei fiori. Abbiamo invece una donna che con un piglio d’altri tempi vuole fare musica vera con voce, strumenti, progetti, con un rispetto per la vera musica, una donna che ha studiato per giungere a traguardi desiderati. In un mercato drogato come quello musicale ci si trova, non solo a combattere con le case discografiche che danno retta soltanto a successi mordi e fuggi come quelli da talent, tritacarne delle firme che pesano di più, ma anche a programmi che bloccano l’arte. Ci si chiede come venirne fuori.
A cosa arriveremo? Quando anche per prendere un aereo dobbiamo dimostrare di essere ancora in vita, ancora noi. In un mondo dove l’umanità sta sparendo, dove non si va più in bottega ma si fa tutto dal nostro smartphone, in un momento dove non ci si incontra neanche più ma basta “un messaggino” generato pure con l’IA che ci aiuta anche nelle conoscenze più intime. La musica è vita, è il colore della vita, lo sa bene Monica Brown che ha realizzato un brano che, nel 2026, da una risposta autentica a Fornaciari che voleva Morena solo come fuoco che brucia tra le sue braccia e la sua bocca dalle parole ruggenti. “Sono Morena” da una risposta dritta, pura e senza giri di parole… Infondo “Devi avere il caos dentro per far fiorire una stella che danzi”… E Monica di caos dentro e fuori i social ne sta portando tanto con la sua denuncia verso un software che fa fatica a riconoscere cosa è autentico e cosa no. Buona fortuna, noi della redazione non vediamo l’ora di ascoltare interamente il brano… e chissà, forse anche Zucchero!
Francesca R. Pisciotta
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