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Addio a Varenne, muore il cavallo più vincente, nel trotto, di tutti i tempi

La notizia della scomparsa di Varenne, arrivata improvvisamente oggi, martedì 18 agosto 2026, lascia un vuoto incolmabile nel cuore di tutti gli italiani. Il leggendario trottatore, riconosciuto all'unanimità come il più grande cavallo da corsa della storia, si è spento all'età di 31 anni nell'allevamento LJ di Eboli, in provincia di Salerno, stro…
 |  Denis Locoselli  |  Italia&Mondo
foto tratta da Varenne Official Page
La notizia della scomparsa di Varenne, arrivata improvvisamente oggi, martedì 18 agosto 2026, lascia un vuoto incolmabile nel cuore di tutti gli italiani. Il leggendario trottatore, riconosciuto all'unanimità come il più grande cavallo da corsa della storia, si è spento all'età di 31 anni nell'allevamento LJ di Eboli, in provincia di Salerno, stroncato da un improvviso attacco cardiaco durante la notte. L'annuncio del decesso, diffuso con enorme dolore attraverso i canali ufficiali dedicati al campione, ha immediatamente superato i confini del mondo dell'ippica per diventare un lutto nazionale collettivo.
 
Questo straordinario cavallo era molto più di un atleta a quattro zampe; era un'autentica icona culturale pop. Nato in una notte di tempesta del maggio 1995 nelle campagne ferraresi di Copparo, il "Capitano" ha ridefinito la storia dello sport mondiale insieme al suo storico driver Giampaolo Minnucci e all'allenatore Jori Turja. La sua è stata una carriera costellata da record irripetibili, dominata da una superiorità fisica e mentale che disarmava gli avversari prima ancora del traguardo: 62 vittorie su 73 corse disputate e oltre 6 milioni di euro di montepremi accumulati sui tracciati più prestigiosi del pianeta.
 
Il punto più alto del suo cammino resta lo straordinario Grande Slam del 2001, quando il cavallo surclassò la concorrenza internazionale conquistando nello stesso anno il Prix d'Amérique a Parigi, l'Elitloppet a Stoccolma e il Gran Premio Lotteria di Agnano a Napoli. Imprese uniche che spinsero milioni di persone, anche chi non aveva mai frequentato un ippodromo, a incollarsi agli schermi televisivi solo per ammirare la sua falcata regale e travolgente. Con la sua morte scompare l'ultimo legame vivente con una stagione d'oro dello sport italiano, ma la leggenda del re del trotto rimarrà per sempre impressa nella memoria collettiva.

 
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