Dalla Bulgaria ai Fori Imperiali: Vingegaard domina il Giro 2026, l'orgoglio azzurro firma il finale

Il sipario è calato sulle strade di Roma, regalando agli archivi una delle edizioni più spettacolari e storiche della Corsa Rosa. Il Giro d'Italia 2026, giunto alla sua centonovesima edizione, si è chiuso sotto il cielo della Capitale consacrando definitivamente Jonas Vingegaard. Con il trionfo nel circuito dei Fori Imperiali e l'abbraccio in lacrime alla famiglia in Maglia Rosa, il fuoriclasse danese del Team Visma-Lease a Bike ha impresso il suo nome nell'albo d'oro, entrando nel club esclusivo dei corridori capaci di conquistare la "Tripla Corona" in carriera, avendo già vinto Tour de France e Vuelta a España. Un successo totale, costruito con un dominio schiacciante che lo ha visto trionfare in ben cinque tappe, dal Blockhaus a Piancavallo.
L'avventura era iniziata oltre tre settimane fa con l'inedita ed esotica Grande Partenza dalla Bulgaria, tra Nessebar e Sofia, dove i velocisti hanno infiammato le prime frazioni. Nelle successive tappe italiane la corsa ha vissuto momenti di grande romanticismo sportivo, a partire dalla splendida favola della sorpresa portoghese Afonso Eulálio. Il giovane corridore della Bahrain Victorious, entrato nella fuga giusta nella quinta tappa a Potenza, ha indossato la Maglia Rosa difendendola strenuamente per ben nove giorni prima di cederla al forcing alpino di Vingegaard e conquistare sul traguardo finale una meritatissima Maglia Bianca di miglior giovane. Dietro l'inarrivabile danese, il podio della classifica generale ha visto l'ottimo secondo posto dell'austriaco Felix Gall (Decathlon AG2R La Mondiale), staccato di 5'22", e il terzo dell'australiano Jai Hindley (Red Bull - Bora - hansgrohe) a 6'25".
Anche i colori azzurri hanno avuto ampi motivi per festeggiare in questa tre settimane. Giulio Ciccone (Lidl-Trek) ha corso un Giro da assoluto protagonista, vestendo l'insegna del primato nella quarta tappa e conquistando a fine percorso la splendida Maglia Azzurra degli scalatori. Il bottino delle tappe italiane è stato impreziosito da quattro perle: la fiammata di Davide Ballerini a Napoli, la straordinaria dimostrazione di potenza di Filippo Ganna nella cronometro da Viareggio a Massa, l'astuto colpo da finisseur di Alberto Bettiol sul traguardo di Verbania e, infine, il capolavoro conclusivo di Jonathan Milan. Il velocista friulano, dopo aver inseguito la vittoria per l'intero Giro, ha fatto esplodere la gioia del pubblico romano dominando la volata sul rettilineo del Circo Massimo nella ventunesima tappa.
Il bilancio finale delle maglie minori premia anche il francese Paul Magnier (Soudal Quick-Step), dominatore delle volate di inizio e fine Giro e vincitore della Maglia Ciclamino della classifica a punti, mentre la corazzata Team Visma-Lease a Bike ha portato a casa la classifica a squadre. Gli atleti lasciano Roma stanchi ma consapevoli di aver dato vita a un Giro d'Italia duro, moderno e appassionante, che ha unito idealmente l'Europa dell'Est ai grandi colli dolomitici, prima della passerella finale tra i monumenti della Città Eterna.
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