Terremoto editoriale a Mosca: arrestato il capo di Exmo, libri sequestrati

L'ondata di perquisizioni che ha travolto la sede di Exmo, il colosso editoriale russo, segna un punto di non ritorno per la libertà di stampa nel Paese. Le forze di sicurezza hanno fatto irruzione negli uffici di Mosca, sequestrando migliaia di volumi e materiale digitale nell'ambito di un'inchiesta per presunta propaganda illegale. L'arresto del Direttore Generale ha suscitato un'immediata reazione di condanna da parte delle associazioni internazionali degli editori, che vedono nel blitz un atto puramente politico. Exmo, che controlla una fetta enorme del mercato librario, era da tempo nel mirino delle autorità per la distribuzione di testi considerati non in linea con i valori nazionali. Le accuse formali riguardano la violazione delle leggi sulla censura, ma molti osservatori ritengono che si tratti di un segnale per intimidire l'intera industria culturale. La chiusura di interi reparti operativi sta paralizzando la distribuzione di libri anche nei Paesi limitrofi, creando un vuoto informativo preoccupante. Alcuni autori legati alla casa editrice hanno già annunciato la sospensione delle pubblicazioni per timore di ritorsioni giudiziarie. La comunità internazionale sta monitorando con apprensione l'evolversi della situazione, chiedendo il rilascio immediato dei dirigenti coinvolti. Questo raid rappresenta il più grande attacco frontale al mondo del libro registrato in Russia negli ultimi decenni. Il futuro della letteratura indipendente nel Paese appare oggi più incerto e minacciato che mai.
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