Usa-Iran: Vance lascia il Pakistan, fallito l'ultimo tentativo di pace

Il tentativo diplomatico di sabato 11 aprile 2026 a Islamabad si è concluso con un nulla di fatto, lasciando il Medio Oriente in un limbo di incertezza dopo 21 ore di estenuanti trattative dirette tra Stati Uniti e Iran. Il Vicepresidente JD Vance ha annunciato il fallimento dei colloqui prima di lasciare il Pakistan, spiegando che, nonostante un approccio definito "flessibile" da parte americana, Teheran non ha accettato le condizioni fondamentali riguardanti la rinuncia definitiva alle capacità nucleari. La delegazione iraniana ha ribattuto accusando Washington di aver avanzato "richieste irragionevoli" e "eccessive", in particolare sulla gestione strategica dello Stretto di Hormuz e sullo sblocco dei beni congelati.
Il Presidente Trump, pur avendo autorizzato la missione, ha mantenuto una linea durissima via social, dichiarando che l'accordo non è una priorità poiché gli Stati Uniti si trovano in una posizione di forza militare assoluta.
Il naufragio del vertice, mediato dal Pakistan, mette ora a rischio la fragile tregua pasquale e riaccende i timori di una ripresa dei bombardamenti su vasta scala. Mentre le navi americane continuano a presidiare le rotte petrolifere, la comunità internazionale osserva con preoccupazione quella che Vance ha definito la "ultima e migliore offerta" rimasta sul tavolo.
La mancanza di un'intesa sul controllo del traffico marittimo globale rimane il principale ostacolo, con l'Iran che non intende cedere la propria influenza sulle vie d'acqua internazionali. In questo clima di profonda sfiducia, il rientro della delegazione USA segna una battuta d'arresto diplomatica che potrebbe portare a un'escalation militare senza precedenti nelle prossime ore.
Le borse mondiali hanno già reagito negativamente alla notizia, temendo nuovi shock sui prezzi dell'energia derivanti dal persistente blocco navale. Il futuro della regione resta dunque appeso a un filo, in attesa di capire se Teheran risponderà formalmente alla proposta finale di Washington o se le armi torneranno a parlare.
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