Dal lusso alla cella: il tramonto del boss Roberto Mazzarella

L'alba di questo sabato pasquale ha segnato la fine della latitanza di Roberto Mazzarella, 48 anni, considerato dal Ministero dell'Interno uno dei quattro ricercati più pericolosi d'Italia. Il boss, a capo dell'omonimo clan egemone a Napoli, è stato sorpreso dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli in un esclusivo resort di Vietri sul Mare, in Costiera Amalfitana. Mazzarella, che si era registrato con documenti falsi, stava trascorrendo le festività insieme alla moglie e ai figli in una suite da oltre mille euro a notte. Al momento dell'irruzione, supportata dallo squadrone elitrasportato "Cacciatori di Calabria", il latitante non ha opposto resistenza, consegnandosi ai militari che hanno sequestrato nella stanza 20.000 euro in contanti, orologi di pregio e appunti manoscritti sulla contabilità del clan. Ricercato dal gennaio 2025, Mazzarella deve rispondere di accuse pesantissime, tra cui il mandato per l'omicidio di Antonio Maione avvenuto nel 2000, un delitto che dopo ventisei anni trova oggi una svolta giudiziaria definitiva. Con la sua cattura, lo Stato infligge un colpo durissimo ai vertici della camorra, riducendo ulteriormente la lista dei grandi latitanti di massima pericolosità ancora a piede libero.
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