Pena di morte in Israele per terrorismo: il "sì" della Knesset scuote il mondo

La legge è stata ufficialmente approvata in via definitiva. Stiamo parlando della pena di morte in Israele per atti di terrorismo contro cittadini israeliani.
La Knesset (il parlamento israeliano) ha dato il via libera finale tra il 30 e il 31 marzo 2026, approvando il provvedimento in seconda e terza lettura con una votazione di 62 voti favorevoli e 48 contrari.
Ecco i dettagli tecnici e politici della decisione:
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Il contenuto della norma: La legge stabilisce che la pena di morte possa essere inflitta a chiunque causi intenzionalmente la morte di un cittadino israeliano con l'obiettivo di "negare l'esistenza dello Stato di Israele" o per motivi terroristici.
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Modalità di esecuzione: Le condanne verranno eseguite tramite impiccagione entro un termine accelerato di 90 giorni dalla sentenza definitiva.
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Semplificazione procedurale: A differenza del passato, non sarà più necessaria l'unanimità dei giudici; basterà una maggioranza semplice del collegio giudicante per emettere la sentenza capitale.
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Applicazione discriminatoria: La critica principale mossa dalle organizzazioni internazionali (come l'ONU e Human Rights Watch) riguarda il fatto che la legge è formulata in modo da colpire quasi esclusivamente i residenti palestinesi della Cisgiordania (giudicati da tribunali militari), limitando drasticamente le possibilità di appello o grazia rispetto ai cittadini israeliani.
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Reazioni internazionali: L'Unione Europea, insieme ai ministri degli Esteri di Francia, Germania e Regno Unito, ha condannato duramente il voto, definendolo un "grave passo indietro" rispetto ai principi democratici e ai diritti umani.
Nonostante l'approvazione parlamentare, si attende ora il ricorso delle associazioni per i diritti civili presso la Corte Suprema, che potrebbe ancora intervenire sulla costituzionalità della norma.
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