San Siro trema: blitz della Procura per la vendita dello stadio

L'alba di oggi ha segnato una svolta drammatica per il futuro dello stadio Meazza. La Procura di Milano ha ordinato una serie di perquisizioni a tappeto tra gli uffici di Palazzo Marino e le sedi di Inter e Milan, iscrivendo nel registro degli indagati nove persone, tra cui figurano ex assessori comunali, dirigenti del settore urbanistico e manager di spicco dei due club. L'accusa principale è di turbativa d'asta e rivelazione di segreto d'ufficio: secondo i magistrati, l'avviso pubblico per la vendita dello stadio e delle aree circostanti, conclusosi per circa 197 milioni di euro, sarebbe stato "confezionato su misura" per favorire le due società sportive.
Gli inquirenti ipotizzano l'esistenza di una vera e propria corsia preferenziale, alimentata da chat e incontri riservati in cui venivano concordati i contenuti delle delibere comunali prima ancora che fossero presentate in Giunta. Sotto la lente d'ingrandimento è finita soprattutto l'operazione immobiliare da oltre 2 miliardi di euro legata alla costruzione del nuovo impianto e alla riqualificazione del quartiere. Il sospetto è che le informazioni riservate sui vincoli culturali dello stadio e sulle bozze amministrative siano state condivise illecitamente per blindare l'affare, escludendo potenziali concorrenti e danneggiando l'interesse pubblico per favorire i fondi proprietari delle squadre.
Denis Locoselli
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