Referendum giustizia, l'Italia al voto il 22 e 23 marzo

Il prossimo 22 e 23 marzo, gli italiani saranno chiamati alle urne per il referendum costituzionale confermativo sulla riforma dell’ordinamento giudiziario, firmata dal Guardasigilli Carlo Nordio. Al centro del quesito non vi è solo la storica separazione delle carriere tra magistrati inquirenti (PM) e giudicanti, ma una trasformazione profonda del Consiglio Superiore della Magistratura. La riforma introduce infatti il sorteggio per la scelta dei componenti del CSM, con l’obiettivo dichiarato di spezzare il potere delle correnti interne. Altra novità di rilievo è l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare esterna, che sottrarrebbe ai Consigli superiori il potere di sanzionare le toghe. Mentre il governo sostiene che il provvedimento garantirà la terzietà del giudice e processi più equi, l’opposizione e l’Associazione Nazionale Magistrati denunciano il rischio di un indebolimento dell'autonomia della magistratura. Trattandosi di un referendum costituzionale ai sensi dell'articolo 138, non è previsto un quorum: l’esito sarà valido a prescindere dal numero di votanti, decidendo definitivamente il futuro dei tribunali italiani.
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