Nigeria sotto shock, giustiziati 170 civili nel nord del Paese

Il massacro che ha colpito lo stato di Kwara, in Nigeria rappresenta uno degli episodi più cruenti registrati nel Paese negli ultimi anni. Un commando di centinaia di uomini armati, identificati come appartenenti al gruppo jihadista Lakurawa, ha assaltato i remoti villaggi di Woro e Nuku, seminando morte e distruzione per quasi dieci ore. Secondo le testimonianze dei sopravvissuti e i rilievi della Croce Rossa, le vittime accertate sono almeno 170, molte delle quali giustiziate sommariamente dopo essere state legate. La furia degli assalitori non ha risparmiato edifici pubblici, mercati e il palazzo del sovrano locale, dati alle fiamme mentre la popolazione cercava rifugio nella boscaglia circostante. Il movente della strage sarebbe il rifiuto da parte della comunità locale di sottomettersi all'imposizione della sharia e di disconoscere lo Stato nigeriano. Il presidente Bola Tinubu ha risposto schierando un intero battaglione dell'esercito nella regione per tentare di ristabilire l'ordine e rintracciare i numerosi civili ancora dispersi o rapiti. Nonostante l'intervento militare, l'evento ha sollevato pesanti critiche sulla capacità delle forze di sicurezza di proteggere le aree rurali dai gruppi estremisti. Amnesty International ha definito l'accaduto un "fallimento sconcertante" della prevenzione, sottolineando come gli abitanti avessero ricevuto minacce dai miliziani già mesi prima dell'attacco. Questa tragedia aggrava una crisi umanitaria già drammatica, portando a oltre un milione il numero degli sfollati interni nel nord del Paese.
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