Il figlio di Gheddafi ucciso nella sua residenza, Libia sull'orlo del caos

L’uccisione di Saif al-Islam Gheddafi, avvenuta il 3 febbraio 2026 nella città di Zintan, segna un punto di rottura definitivo per il già precario equilibrio libico. Il secondogenito del colonnello, 53 anni, è stato freddato da un commando di quattro uomini mascherati che hanno fatto irruzione nella sua residenza dopo aver neutralizzato i sistemi di sorveglianza. Nonostante i primi report parlassero di scontri tra milizie, le indagini della Procura Generale e i dettagli forniti dal suo staff descrivono un’esecuzione mirata e professionale. Saif al-Islam, su cui pendeva un mandato della Corte Penale Internazionale dal 2011, era riemerso negli ultimi anni come figura chiave per le fazioni nostalgiche del vecchio regime e come potenziale candidato presidenziale. Il suo assassinio rimuove uno degli ostacoli principali ai nuovi accordi di stabilizzazione istituzionale, ma rischia al contempo di scatenare feroci ritorsioni da parte delle tribù a lui fedeli. Mentre la comunità internazionale chiede chiarezza, il vuoto di potere lasciato dalla sua scomparsa semplifica il panorama politico per i governi di Tripoli e Tobruk, pur lasciando l'ombra di un sospetto complotto orchestrato per facilitare il controllo atlantico sulla regione.
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