Sei chilometri sotto la neve a 11 anni, il dramma del piccolo escluso dal bus

Un bambino di 11 anni è stato fatto scendere da un bus nel Bellunese perché in possesso del vecchio ticket da 2,50€ anziché del nuovo "biglietto olimpico" da 10€. Nonostante il gelo, il conducente lo ha lasciato a terra, costringendolo a percorrere 6 chilometri a piedi sotto la neve; il piccolo è giunto a casa in ipotermia, facendo scattare una denuncia formale. La vicenda è ora al centro di un acceso dibattito nazionale: la discussione è approdata in Parlamento con interrogazioni urgenti per verificare la gestione della sicurezza nei trasporti legati ai grandi eventi.
Per l'autista la situazione è critica: il suo comportamento potrebbe configurare il reato di abbandono di minore (Art. 591 c.p.) e interruzione di pubblico servizio. La legge italiana stabilisce infatti che un conducente, in quanto incaricato di pubblico servizio, ha una "posizione di garanzia" verso i minori di 14 anni: la loro incolumità deve sempre prevalere sulla regolarità del biglietto o sulle norme aziendali.
L'aumento del 300% della tariffa, scattato per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026, ha trasformato un servizio pubblico essenziale in un salasso per i residenti. Sebbene Dolomiti Bus avesse previsto rimborsi per i locali, la rigidità nell'applicazione del nuovo prezzo fisso di 10€ ha creato un corto circuito drammatico. Il caso solleva critiche feroci sulla logistica olimpica, accusata di aver dato priorità ai profitti turistici rispetto al diritto alla mobilità e alla protezione dei passeggeri più fragili.
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