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Il Sud ferito dal maltempo, i danni record della tempesta Harry

Il ciclone Harry ha colpito duramente il Sud Italia e le isole maggiori tra il 20 e il 21 gennaio 2026, lasciando dietro di sé una scia di distruzione che ha messo in ginocchio intere comunità. La furia del mare, con onde che sulla costa ionica hanno raggiunto l'altezza record di 10 metri, ha letteralmente cancellato tratti di lungomare a Catania…
 |  Redazione sport  |  Italia&Mondo

Il ciclone Harry ha colpito duramente il Sud Italia e le isole maggiori tra il 20 e il 21 gennaio 2026, lasciando dietro di sé una scia di distruzione che ha messo in ginocchio intere comunità. La furia del mare, con onde che sulla costa ionica hanno raggiunto l'altezza record di 10 metri, ha letteralmente cancellato tratti di lungomare a Catania, Messina e Siracusa, crollando infrastrutture storiche e trascinando via barriere di protezione.

In Sicilia la situazione è critica: oltre 500 milioni di euro di danni stimati e centinaia di evacuati, specialmente nei villaggi costieri della Plaia di Catania, invasi dal fango e dall'esondazione dei fiumi Simeto e Buttaceto. Le reti ferroviarie hanno subito interruzioni pesanti, con i binari rimasti sospesi nel vuoto a Scaletta Zanclea a causa di uno smottamento, isolando di fatto parte della dorsale ionica.

Non meno grave la situazione in Sardegna, dove in Ogliastra sono caduti oltre 500 mm di pioggia in tre giorni, causando l'isolamento di alcuni centri abitati e la cancellazione di storiche spiagge come quella di Su Giudeu. In Calabria, la provincia di Catanzaro è la più colpita, con frane, caduta di alberi e blackout elettrici che hanno interessato migliaia di famiglie.

Mentre le amministrazioni locali avviano le procedure per la richiesta dello stato di calamità naturale, la Protezione Civile continua a monitorare i bacini idrografici, con l'attenzione rivolta alla neve abbondante (fino a 2 metri sull'Etna) che rischia di causare ulteriori criticità nella fase di scioglimento.

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