Piazza Affari e lo spettro dei dazi, la questione Groenlandia scuote i mercati

La giornata finanziaria di Milano si chiude con il segno meno, appesantita dalle crescenti tensioni geopolitiche tra Washington e Bruxelles. Al centro della disputa c’è l’inedita pressione diplomatica di Donald Trump sulla Groenlandia, mossa che ha innescato una dura reazione dell'Unione Europea e lo spettro di nuovi dazi commerciali. Piazza Affari, particolarmente sensibile alle dinamiche dell'export, ha visto il Ftse Mib cedere l'1,1%, con i titoli bancari e industriali tra i più penalizzati dagli investitori. La paura di una guerra commerciale su larga scala ha spinto molti operatori verso i beni rifugio, mentre gli analisti monitorano con ansia le prossime mosse della Casa Bianca. Il clima di incertezza globale pesa sulla fiducia delle imprese italiane, che temono ripercussioni dirette sui flussi logistici e sui costi delle materie prime. In questo scenario, il governo italiano resta in attesa di una mediazione collettiva in sede NATO, sperando di scongiurare una crisi che colpirebbe duramente il settore manifatturiero. La stabilità dell'Eurozona appare ora legata a filo doppio con la risoluzione di questo nuovo fronte diplomatico transatlantico.
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