Washington si isola, l'addio a 66 organismi globali

La firma del memorandum da parte del Presidente Trump segna una rottura storica e senza precedenti con il sistema del multilateralismo globale. Con questo atto, gli Stati Uniti cessano ufficialmente la partecipazione e il finanziamento a 66 organizzazioni internazionali, di cui ben 31 appartenenti alla galassia delle Nazioni Unite. Tra le uscite più pesanti spiccano la Convenzione ONU sul Clima (UNFCCC) e l'IPCC, mossa che di fatto esclude la prima economia mondiale dai tavoli tecnici e scientifici sul riscaldamento globale. La Casa Bianca giustifica la decisione come un ritorno alla sovranità nazionale, definendo molti di questi enti inefficienti o guidati da agende contrarie agli interessi americani.
Le reazioni internazionali non si sono fatte attendere: l'Unione Europea ha definito la scelta "profondamente deplorevole", mentre il Segretario Generale dell'ONU ha espresso rammarico pur assicurando che l'organizzazione proseguirà i propri mandati. Critici e scienziati avvertono che il vuoto lasciato da Washington potrebbe essere rapidamente colmato da altre potenze, riducendo drasticamente l'influenza diplomatica statunitense nei prossimi decenni. Questo disimpegno non riguarda solo l'ambiente, ma colpisce anche agenzie per i diritti umani, la salute e lo sviluppo economico, trasformando radicalmente il ruolo degli USA sullo scacchiere mondiale. L'era dell'isolazionismo americano sembra ora essere entrata in una fase operativa che ridefinisce l'intero ordine internazionale post-bellico.
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