Strage di Natale nel Mediterraneo, 116 morti nell'indifferenza dei soccorsi
Mentre le luci di Natale illuminano le piazze europee, il Mediterraneo torna a essere teatro di una tragedia silenziosa e straziante. Davanti alle coste della Libia, un’imbarcazione con a bordo 117 persone è svanita tra le onde, lasciando dietro di sé un unico sopravvissuto recuperato allo stremo da un pescatore tunisino. Il bilancio è pesantissimo: 116 vittime che non hanno mai raggiunto la terraferma, inghiottite dal mare nel tentativo di cercare un futuro migliore. Secondo la denuncia di Sea-Watch, da quel guscio di legno era partito un grido d’aiuto disperato, un SOS che tuttavia non ha trovato alcuna risposta operativa dalle autorità. L'imbarcazione che era partita da Zuwara, in Libia, la sera di giovedì 18 dicembre 2025, si è capovolta a causa di un brusco peggioramento delle condizioni meteo.
Le organizzazioni umanitarie puntano il dito contro l'indifferenza delle istituzioni, sottolineando come l’allarme fosse stato lanciato per tempo senza che venissero attivati i soccorsi necessari. Questa strage della vigilia pesa come un macigno sulla coscienza collettiva, macchiando i giorni di festa con il sangue di chi è stato lasciato solo nel momento del bisogno. L’unico uomo scampato alla morte ha raccontato l’orrore di veder scomparire i propri compagni di viaggio uno dopo l’altro, un racconto che stride dolorosamente con i messaggi di pace e fratellanza che risuonano in queste ore. Il naufragio diventa così l'ennesimo simbolo di una crisi umanitaria che non conosce tregua, nemmeno sotto Natale.








