Modifiche all'inno, il Canto degli italiani senza più il "SI!" finale

Lo Stato Maggiore della Difesa mette ufficialmente al bando il celebre "Sì!" finale durante l'esecuzione dell'inno nelle cerimonie militari. Il provvedimento recepisce un decreto del marzo 2025 volto a ripristinare la massima fedeltà storica e filologica al testo originale di Goffredo Mameli, nel quale quel grido non è mai stato presente. La decisione mira a dare maggiore solennità e rigore formale alle celebrazioni istituzionali, eliminando un'aggiunta che, seppur amata dalla tradizione popolare, è considerata un'alterazione della partitura ufficiale. D'ora in poi, nelle parate e alla presenza delle massime cariche dello Stato, l'inno dovrà concludersi esclusivamente con l'ultimo verso musicale, senza l'enfatico assenso corale. Sebbene la norma vincoli i reparti delle Forze Armate e il cerimoniale pubblico, resta da vedere se i cittadini continueranno a eseguire Il Canto degli Italiani con il consueto slancio spontaneo negli stadi e negli altri eventi sportivi.








