L'attivista silenziata: la Nobel per la pace Narges Mohammadi trascinata di nuovo in carcere in Iran

L'Iran prosegue la sua linea di repressione contro il dissenso interno: l'attivista per i diritti umani e vincitrice del Premio Nobel per la Pace, Narges Mohammadi, è stata nuovamente arrestata dalle autorità iraniane a Teheran, un'azione che ha immediatamente suscitato la condanna internazionale.
L'arresto è avvenuto nonostante le pressanti richieste della comunità globale per la sua liberazione e le note preoccupazioni relative al suo fragile stato di salute. Mohammadi, che ha dedicato la sua vita alla lotta contro il velo obbligatorio e per i diritti delle donne e l'abolizione della pena di morte in Iran, è stata incarcerata numerose volte negli ultimi due decenni. [Immagine di Narges Mohammadi]
La detenzione della premio Nobel, insieme a quella di diversi altri attivisti, riflette la determinazione del regime a soffocare ogni forma di opposizione pacifica. L'Iran, ignorando gli appelli espliciti di governi stranieri e organizzazioni per i diritti umani, ribadisce la sua politica di tolleranza zero verso le figure che mettono in discussione la teocrazia al potere.
Questo ennesimo provvedimento disciplinare contro una delle voci più autorevoli del Paese evidenzia la profonda crisi dei diritti civili in Iran e mette in luce l'urgente necessità di un intervento diplomatico più incisivo per garantire la sicurezza e la libertà degli attivisti pacifici.








