Il calcio a Campanelle, Visintin: "L'essenza pura dello sport, qui si insegnano i valori del rispetto e della fratellanza"

Riceviamo da Claudio Visintin e pubblichiamo la descrizione di una realtà calcistica come quella del Campanelle calcio.
Ci sono momenti in cui il calcio smette di essere soltanto un pallone che rotola su un prato verde e diventa un battito all’unisono, un respiro collettivo, una ragione d’orgoglio. Oggi, alla vigilia della sfida decisiva contro l’Audax Sanrocchese, non voglio parlare solo di tattica o di punti. Voglio parlare d’amore. Quell’amore incondizionato che lega noi tifosi alla maglia dell’ASD Campanelle Calcio Trieste.
Siamo arrivati a questo playout per un soffio, aggrappandoci a quei quattro punti di distacco che il regolamento ci ha concesso come ultima ancora di salvezza. Ma il calcio, quello vero dei dilettanti, non si legge solo nelle classifiche. Si legge negli occhi di Mister Roberto Masala, un uomo la cui determinazione è un faro per tutti noi. Quando dice che "il cuore del Campa batte forte", non sta usando una metafora: sta descrivendo una realtà che noi viviamo ogni domenica sugli spalti. Se il Campanelle è oggi questa realtà meravigliosa, lo dobbiamo a una "coppia d'assi": il nostro mitico Presidente Andrea Giovannini e il Presidente Onorario Lorenzo Giorgi rappresentano un connubio perfetto di visione, passione e dedizione. A loro va il mio ringraziamento più sentito. Non si tratta solo di gestire una società, ma di compiere una missione sociale: togliere i ragazzi dalla strada, dare loro un pallone e insegnargli i valori del rispetto e della fratellanza. È questa la vera vittoria, il trofeo più bello che splende nella nostra bacheca.
Vedere i nostri giocatori lottare su ogni pallone, nonostante le traverse colpite e la sfortuna che a volte sembra volerci voltare le spalle, mi riempie di fiducia . Questi ragazzi sono attaccati alla maglia in modo commovente. In un mondo dove il calcio professionistico spesso dimentica le radici, qui a Trieste, nel rione del Campanelle, respiriamo l'essenza pura dello sport: il sacrificio per il compagno, il sudore per i colori sociali, l'appartenenza a una grande famiglia.
"Non riesco minimamente a pensare che non ce la faremo," ha detto il Mister. E ha ragione, perché noi non siamo soli. Siamo un blocco unico.
Forza ragazzi! Andiamo a Gorizia con la testa alta e il petto in fuori. Porteremo il nostro entusiasmo, la nostra voce e quel calore che solo la famiglia del Campanelle sa sprigionare.
Noi ci crediamo. Noi siamo con voi. Perché il Campanelle non è solo una squadra: è un pezzo della nostra anima.
Affezionati tifosi Graziella, Claudio assieme Maurizio Visintin.
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