Aree cani di "serie B": la battaglia dei cittadini di Borgo San Sergio contro i paradossi del Comune

Scrivo a nome di una folta comunità di cittadini e frequentatori dell’area sgambamento cani di Borgo San Sergio per portare all'attenzione una situazione di palese disparità di trattamento e burocrazia paradossale che penalizza il nostro rione.
Da mesi chiediamo al Comune di Trieste l'installazione di panchine e una fontanella all'interno dell'area, dotazioni essenziali già presenti in altre zone della città, come a Opicina, San Giovanni o Vicolo dell’Edera.
La risposta ufficiale del Comune, tuttavia, ci ha lasciato attoniti. Secondo l'amministrazione, le panchine sarebbero "sconsigliate" per motivi di sicurezza, poiché indurrebbero i proprietari a una "diminuzione dell'attenzione" verso l'animale. Quanto alla mancanza d'acqua, la tesi è che possa scatenare litigi tra i cani.
I punti critici della nostra protesta:
Discriminazione territoriale: Perché a Opicina o in via Boccaccio le panchine sono ammesse come "eccezioni strutturali" e a Borgo San Sergio no?
Barriere architettoniche: Negare una seduta significa escludere di fatto anziani e persone con disabilità dalla fruizione di uno spazio pubblico, trasformando un'area di socialità in un "box di punizione".
Sicurezza vs Civiltà: Abbiamo inviato una PEC al Comune chiedendo di indicare la norma di legge specifica che vieterebbe le panchine. Se tale legge esiste, deve valere per tutta Trieste; se non esiste, chiediamo parità di diritti per il nostro rione.
Un'area cani non deve essere solo un recinto, ma uno spazio dignitoso per gli animali e per i cittadini che li accompagnano. Rifiutiamo l'idea di essere considerati "cittadini di serie B".
Restiamo a disposizione per approfondimenti, interviste sul posto e per fornire copia della documentazione inviata alle autorità competenti.
Per i frequentatori dell’area cani di Borgo San Sergio
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