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L’emergenza dimenticata dei 28.000 cani di Trieste, Enrico Pagliari: "Servizi da serie B e costi insostenibili"

Scrivo a nome di una folta comunità di cittadini triestini — circa 22.000 famiglie — che ogni giorno si scontra con una realtà paradossale: Trieste è una delle città più "canine" d'Italia, ma i servizi per i nostri animali sono fermi all'anno zero. A fronte di oltre 28.000 cani regolarmente iscritti all’anagrafe, la situazione delle aree sgambame…
 |  Redazione sport  |  Segnalazioni

Scrivo a nome di una folta comunità di cittadini triestini — circa 22.000 famiglie — che ogni giorno si scontra con una realtà paradossale: Trieste è una delle città più "canine" d'Italia, ma i servizi per i nostri animali sono fermi all'anno zero.



A fronte di oltre 28.000 cani regolarmente iscritti all’anagrafe, la situazione delle aree sgambamento è indecorosa. I pochi spazi disponibili nei rioni sono spesso ridotti a distese di fango d’inverno e polverai d’estate, privi di illuminazione, con fontanelle guaste da mesi e una cronica mancanza di zone d’ombra e panchine. Questa non è solo una questione di decoro, ma di salute pubblica e benessere animale: un cane che non può scaricare le proprie energie in sicurezza è un cane che soffre, con ripercussioni sulla convivenza urbana e condominiale.

Ancor più grave è il tema del diritto alle cure. In un momento di crisi economica, affrontare un intervento veterinario da 800 o 1.000 euro è impossibile per molti, specialmente per gli anziani che vivono con la pensione minima. È inaccettabile che un cittadino debba scegliere tra la propria sopravvivenza e quella del proprio compagno di vita o, peggio, sia costretto a cederlo al canile perché impossibilitato a curarlo.

Come cittadini e contribuenti chiediamo che il Comune di Trieste intervenga subito su tre punti:

Riqualificazione totale delle aree sgambamento: standard minimi di igiene, sicurezza (luce) e comfort (acqua e alberi) in ogni rione.

Istituzione di un "Fondo Salva-Cani": un sostegno economico basato sull'ISEE per coprire le emergenze veterinarie delle fasce più deboli.

Convenzioni con i professionisti: protocolli d'intesa con i veterinari locali per tariffe calmierate sulle prestazioni di base.

I cani non votano, ma noi sì. E siamo stanchi di essere trattati come cittadini di serie B. Chiediamo alla vostra testata di dare voce a questa battaglia di civiltà che riguarda migliaia di triestini.

Restiamo a disposizione per approfondimenti, testimonianze e documentazione fotografica sullo stato delle aree.

Enrico Pagliari

#ilmeridianots #fondosalvacani #comunetrieste

Parole chiave: Trieste