La Buona Pasqua di Claudio Visintin: "Oltre il protocollo, quella lezione di vita tra i banchi dell'infanzia"

Claudio Visintin tramite la nostra testata giornalistica vuole augurare a tutti una Buona Pasqua prendendo spunto dalla visita del governatore Fedriga ad una scuola dell'infanzia di Udine. "Quando il Presidente torna bambino tra i bambini" è il suo titolo a questa compoarsata del numero uno regionale.
Care lettrici e cari lettori, scrivo queste righe con l'emozione che ancora mi trema nel polso, con l'intenzione di catturare la purezza di un istante che sembra uscito dalle pagine più commoventi di un capolavoro senza tempo. Se oggi Edmondo De Amicis fosse tra noi, aggiungerebbe un capitolo nuovo al suo libro Cuore, un capitolo ambientato nelle nostre terre, dove la rigidità dei protocolli si scioglie davanti al calore della speranza. C’è un’immagine che, più di mille decreti o discorsi ufficiali, resta impressa nella memoria. È l’immagine di un uomo che, per un istante, ha lasciato che la giacca e il ruolo scivolassero via per lasciar posto all’uomo, all’adulto che sa ancora meravigliarsi.
Girovagando su Facebook, mi sono imbattuto nella pagina del governatore Massimiliano Fedriga, ho visto delle sue foto in mezzo a dei bambini in una scuola d'infanzia.
in mezzo a quel mare di sorrisi e sguardi curiosi, non era il Presidente della Regione. Era un uomo che ha saputo farsi "piccolo" per parlare la lingua più difficile e preziosa del mondo: quella della dolcezza. La purezza che ci guarisce in un’epoca frenetica, dove il cinismo sembra spesso avere la meglio e il rumore della politica sovrasta la voce dell'anima, assistere a questo scambio di sguardi è stata una lezione di vita. I bambini possiedono una capacità soprannaturale: quella di leggere le anime senza filtri. In lui hanno trovato non un'autorità che parla "dall'alto", ma un interlocutore gentile che si è messo alla loro altezza, con il cuore in mano. È l’Amore con la A maiuscola: quello di un genitore che, guardando i figli degli altri, rivede i propri e capisce che la responsabilità più grande non è gestire un bilancio, ma custodire quella genuinità. Solo i bambini possiedono quel potere magico di ricordarci chi siamo veramente, riportandoci a una dimensione di verità che noi adulti, travolti dalle scadenze, troppo spesso dimentichiamo.
Mentre Fedriga sorrideva e si perdeva in quei racconti fatti di parole semplici e sogni grandissimi, appariva chiara una verità fondamentale: i veri protagonisti non erano seduti dietro una scrivania, ma erano loro, quei piccoli cittadini con il mondo intero negli occhi. I bambini sono il punto di contatto tra la nostra fatica quotidiana e la speranza più pura.
Sono loro i semi di una società che speriamo possa essere sempre più simile a quel momento di gioia vissuto oggi: serena, curiosa e, soprattutto, gentile.Vederlo "farsi bambino tra i bambini" non è stato solo un atto di cortesia istituzionale, ma un autentico atto d'amore verso la vita stessa. È un promemoria per tutti noi: non importa quanto diventiamo "grandi", potenti o importanti; la nostra missione più nobile resterà sempre quella di proteggere quella luce che brilla negli occhi dei più piccoli.
Perché è lì, in quel riflesso limpido, che il mondo ricomincia ogni giorno, più bello, più giusto e infinitamente più vero.
Con profonda stima, Claudio Visintin.
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