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Il Gigante Buono e il Campo della Memoria: una storia triestina da Libro Cuore

Una storia “ VERA dei giorni nostri da libro Cuore, un aggiunta di un nuovo capitolo dei giorni nostri che De Amicis (forse ) piacerebbe aggiungere ….. Così inizia questo scritto del nostro affezionato lettore Claudio Visintin, il suo titolo è "Storia di cronaca rionale - Il "Gigante Buono" di Campanelle e vent'anni di impegno civile nel ricordo d…
 |  Redazione sport  |  Segnalazioni

Una storia “ VERA dei giorni nostri da libro Cuore, un aggiunta di un nuovo capitolo dei giorni nostri che De Amicis (forse ) piacerebbe aggiungere ….. Così inizia questo scritto del nostro affezionato lettore Claudio Visintin, il suo titolo è "Storia di cronaca rionale - Il "Gigante Buono" di Campanelle e vent'anni di impegno civile nel ricordo di Maurizio Visintin".

Scrivo per sottoporre alla vostra attenzione una storia che merita di essere raccontata, non solo come fatto sportivo, ma come esempio di straordinario valore civile e umano per la nostra città. In un’epoca di relazioni fragili, il rione di Campanelle custodisce un’eredità di solidarietà che dura da oltre vent'anni.

Al centro di questo racconto c'è l’Asd Campanelle Calcio, guidata da quello che molti definiscono il "Gigante Buono", il Presidente Andrea Giovannini. Insieme a figure storiche come Lorenzo Giorgi e l'amico Patrick, Andrea ha salvato questa realtà dal fallimento nel 2007, trasformandola in un presidio sociale fondamentale per i giovani del territorio. Ma il vero cuore pulsante di questa vicenda affonda le radici nel 2002. Fu un articolo de Il Piccolo sulla mancanza di fondi per la festa di Natale della III Circoscrizione a spingere i genitori di Maurizio Visintin, un giovane strappato troppo presto alla vita, a compiere un gesto di immensa generosità in memoria del figlio. Da quell'incontro è nato un legame indissolubile: l’intitolazione del campo sportivo comunale alla memoria di Maurizio.

Un messaggio sociale potente che la società promuove attivamente anche con un futuro murales a bordo campo che non lascia indifferente nessuno a cominciare dai bambini e i giocatori adulti, gli spettatori che frequentano il campo da gioco: "La vita è il bene primario di ogni persona, rispetta la tua e quella degli altri". Un impegno concreto contro l'abuso di alcol, portato avanti con coraggio anche durante le sagre rionali, anteponendo la sicurezza dei ragazzi al profitto, infatti è stato esposto uno striscione “La sagra forse venderà qualche birra in meno ma sarà orgogliosa se avrà salvata anche una sola vita“.

Nel 2026, alla soglia del ventennale di questa gestione, credo che la storia di Andrea Giovannini e del "Campo della Memoria" rappresenti quella Trieste operosa e dal cuore d'oro che merita spazio e riconoscimento. È la cronaca di come un dolore privato possa trasformarsi in un bene pubblico attraverso lo sport e l'amicizia la narrativa di questa storia, scritta con lo spirito di un moderno "Libro Cuore".


Cordiali saluti, Graziella e Claudio, assieme a Maurizio Visintin.

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Parole chiave: Trieste