Effetto Covid in FVG: meno commercianti, più colf

Nel 2020 i lavoratori assicurati presso le diverse gestioni previdenziali INPS in Friuli Venezia Giulia sono stati quasi 561.000, un numero sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente. Questa apparente stabilità nasconde tuttavia delle dinamiche molto differenziate: da una parte si è registrato un significativo calo dei commercianti (...
 |  Francesco Tremul  |  Attualità

Nel 2020 i lavoratori assicurati presso le diverse gestioni previdenziali INPS in Friuli Venezia Giulia sono stati quasi 561.000, un numero sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente. Questa apparente stabilità nasconde tuttavia delle dinamiche molto differenziate: da una parte si è registrato un significativo calo dei commercianti (-2,3% rispetto al 2019, sono inclusi i lavoratori autonomi che operano nel turismo). Si riscontra anche una contrazione degli occupati dipendenti nel privato (-2,6%, in termini assoluti quasi -9.000 unità) e dei collaboratori (-7,9%).

Tali diminuzioni, spiega il ricercatore dell’Ires Fvg Alessandro Russo, sono state compensate da un notevole incremento dei lavoratori retribuiti tramite i voucher del libretto famiglia (+388,3%). Si è verificato inoltre un aumento dei dipendenti pubblici, in particolare il personale a tempo determinato nella scuola e nella sanità per attuare le misure anti Covid (+1,4%). Infine, si rileva una variazione positiva dei lavoratori domestici (+7,8%).

Le flessioni maggiori in termini di reddito nel 2020 hanno riguardato i professionisti con partita IVA, non iscritti alle Casse previdenziali degli ordini professionali, che presentano una media inferiore di circa 2.800 € rispetto all’anno precedente (da 20.536 a 17.727 €, -13,7%). Tra gli autonomi si osservano delle diminuzioni significative che hanno riguardato gli artigiani (-1.660 €, pari a -6,8% rispetto al 2019) e i commercianti (-1.347 €, pari a -5,6%). Anche i dipendenti del settore privato hanno subito una forte contrazione dell’imponibile medio annuale (-1.178 €, pari a -5% in un anno).

Il reddito delle donne è nel complesso mediamente inferiore di quasi un terzo rispetto a quello degli uomini; solo nell’ambito del lavoro domestico e di quello occasionale la componente femminile presenta dei redditi maggiori a quelli degli uomini. Si tratta peraltro delle due categorie con i valori più contenuti.

A livello territoriale i redditi medi più elevati si rilevano in provincia di Trieste per quanto riguarda l’occupazione dipendente, sia pubblica sia privata, mentre per quanto concerne il lavoro autonomo è la provincia di Pordenone ad avere il primato.

Il 3,9% dei lavoratori considerati, pari a quasi 22.000 unità, sono in realtà dei pensionati ancora attivi nel mercato del lavoro, in quanto beneficiari di una pensione diretta di vecchiaia o anzianità già da prima del 2020. Una parte consistente, oltre 5.000 nella nostra regione nel 2020, hanno svolto attività occasionali retribuite dai voucher. Altri ambiti dove i pensionati sono presenti sono il lavoro autonomo in agricoltura (23,6% del totale), l’artigianato (11,2%), il commercio (11,7%) e, tra i parasubordinati, le attività degli amministratori (18,2%) e dei collaboratori (15%).

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