Il peso dell’alabarda: come la Triestina può risorgere dal labirinto della Serie D
| Denis Locoselli | Attualità

La realtà calcistica di Trieste sta affrontando uno dei periodi più tormentati della sua storia centenaria, sospesa tra le difficoltà concrete del rettangolo verde e un complesso percorso di ristrutturazione societaria. Dopo la dolorosa retrocessione nei dilettanti avvenuta nella primavera del 2026, l'avvio del campionato di Serie D si sta rivelando un cammino a ostacoli ben più impervio del previsto. La recente e bruciante sconfitta subita sul campo dell'LME a Mortegliano ha gelato l'entusiasmo nato dopo la prima vittoria stagionale contro l'Obermais, riaprendo una ferita profonda e certificando una crisi di risultati e di identità che richiede interventi immediati e strutturali.
Per uscire da questa spirale negativa e tracciare la rotta verso la rinascita, la squadra guidata dal tecnico Fontana deve prima di tutto acquisire una profonda consapevolezza della nuova categoria. Come ammesso con grande onestà dal trequartista Paolo Beltrame nel post-gara di Mortegliano, l'errore più grande in questi contesti è pensare che il blasone basti a vincere le partite. La Serie D è un campionato ruvido, fatto di campi caldi, blocchi difensivi compatti e avversari pronti a raddoppiare le energie pur di battere l'Unione. Diventa quindi fondamentale azzerare le disattenzioni individuali e i nervosismi di troppo, che nell'ultimo periodo sono costati cartellini rossi pesanti, per ritrovare quella solidità e quell'umiltà tattica indispensabili nei dilettanti.
La risalita dell'Alabarda non sarà né breve né lineare, ma passa inevitabilmente attraverso la ricostruzione del patto di fiducia con la propria tifoseria. Trieste è una piazza passionale che ha dimostrato a più riprese di saper inghiottire bocconi amari, ma che non tollera l'assenza di fame o di attaccamento alla maglia. I giocatori sono chiamati ad assumersi le proprie responsabilità, scendendo in campo con il coltello tra i denti. Solo dimostrando un agonismo feroce e un rispetto viscerale per questi colori si potrà riaccendere l'entusiasmo dei sostenitori alabardati, spezzando finalmente le catene della crisi per riprendersi il posto che spetta alla storia calcistica della città.
Fonte: Servizio della redazione





