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La breakdance che unisce: Underground Killa Crew.

La passione per la breakdance nata da giovanissimi.«Siamo un gruppo di breakdance che si è unito a Trieste quando avevamo più o meno sette-otto anni, grazie alla scuola Alister Dance All Star». Così si presentano gli Underground Killa, raccontando un percorso cominciato nell’infanzia e cresciuto attorno a una passione comune.
 |  La Redazione  |  Attualità
La breakdance che unisce: Underground Killa Crew.

La passione per la breakdance nata da giovanissimi.

«Siamo un gruppo di breakdance che si è unito a Trieste quando avevamo più o meno sette-otto anni, grazie alla scuola Alister Dance All Star». Così si presentano gli Underground Killa, raccontando un percorso cominciato nell’infanzia e cresciuto attorno a una passione comune.

La breakdance che unisce: Underground Killa Crew.

La passione per la breakdance, nata da giovanissimi, e un’amicizia che negli anni è diventata una vera forza di gruppo. Gli Underground Killa, crew triestina di breakdance, hanno portato la loro energia sul palco del Kosovelov Dom di Sesana, ospiti dello spettacolo Metti una sera in pigiama, ideato e organizzato da Arianna Starace e Sandra Loredan.

Un’esibizione che ha arricchito una serata dedicata alla musica, al canto e alla danza, offrendo al pubblico un incontro con la cultura urbana e con una disciplina che unisce tecnica, creatività e capacità di esprimersi attraverso il movimento.

«Siamo un gruppo di breakdance che si è unito a Trieste quando avevamo più o meno sette-otto anni, grazie alla scuola Alister Dance All Star». Così si presentano gli Underground Killa, raccontando un percorso cominciato nell’infanzia e cresciuto attorno a una passione comune.

Per alcuni, tutto è iniziato guardando in televisione i ballerini eseguire evoluzioni che sembravano impossibili. Per altri, è stato l’incontro diretto con un amico che si esibiva a far scattare la scintilla. In particolare, il celebre giro sulla testa è stato il movimento capace di far innamorare uno dei componenti di questa crew.

Da quel primo entusiasmo è nato un legame che va ben oltre la danza: i ragazzi si considerano grandi amici dentro e fuori dalla palestra, condividendo allenamenti, esperienze e difficoltà.

«Praticare la breakdance ci ha dato la possibilità di immergerci in una cultura nella quale viene data l’opportunità di sviluppare una grandissima personalità», raccontano, sottolineando come la forza acquisita attraverso la danza li abbia aiutati ad affrontare anche le situazioni al di fuori della palestra.

Un aspetto particolarmente significativo riguarda i ragazzi più timidi. La breakdance, attraverso il movimento e la possibilità di esprimere la propria individualità, può diventare uno strumento per acquistare sicurezza e uscire da quella bolla nella quale, soprattutto da piccoli, ci si può sentire intrappolati.

Non è soltanto una questione di imparare passi e acrobazie: è anche un modo per scoprire le proprie capacità, superare i limiti e trovare il coraggio di mostrarsi agli altri.

C’è poi un elemento che gli Underground Killa considerano fondamentale: la condivisione.

La breakdance è una disciplina individuale sotto molti aspetti, ma all’interno di una crew si sviluppa un forte spirito di appartenenza. I ragazzi lo spiegano con chiarezza: anche se non si tratta di uno sport di squadra come il calcio, la pallavolo o il basket, il sostegno reciproco è determinante.

«Qualsiasi difficoltà si riesce a superare assieme ai propri amici o compagni di crew», raccontano.

È proprio questa dimensione collettiva a rendere speciale il loro percorso. Ci si confronta, ci si aiuta, si condividono i progressi e si affrontano insieme le sfide, dentro e fuori dal mondo della danza.

Un messaggio che si inserisce perfettamente nello spirito di “Metti una sera in pigiama”, spettacolo che attraverso musica, canto e danza ha raccontato una storia di vita, ambizioni artistiche e ricerca della propria forza interiore.

Oggi i componenti della crew sono impegnati tra università, studio e vita quotidiana, ma la breakdance continua a occupare uno spazio importante nelle loro giornate.

Gli allenamenti si svolgono generalmente due o tre volte alla settimana, nelle ore serali, dopo gli altri impegni. La preparazione non si limita alla palestra: comprende esercizi a corpo libero, pesi e lavoro aerobico, con un’intensificazione in vista delle competizioni.

I ragazzi si allenano con California Palestra nelle sedi di via Bellosguardo e viale D’Annunzio a Trieste.

E proprio dalla passione per questa disciplina è nato anche un progetto organizzativo che guarda oltre i confini cittadini.

Insieme a un altro giovane, gli Underground Killa sono infatti tra gli organizzatori del Breaking Bora Battle, manifestazione che nel marzo 2026 ha portato al centro commerciale Montedoro di Muggia oltre 500 persone tra ballerini e spettatori, con partecipanti e ospiti provenienti da diversi Paesi.

Durante l’intervista, i ragazzi hanno anticipato l’intenzione di dare continuità all’iniziativa, indicando il 6 marzo 2027 data della seconda edizione.

Un progetto che punta a far conoscere sempre più la breakdance e a valorizzare Trieste come punto d’incontro per la cultura urbana.

Franca Ricci Belletti

Fonte: Servizio della redazione
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