Trieste palcoscenico del 70° Congresso nazionale degli ingegneri: centenario dell'Ordine e grandi temi sul futuro del Paese
Il capoluogo del Friuli-Venezia Giulia ospita il 70° Congresso nazionale della categoria, appuntamento che coincide con il centenario della fondazione dell'Ordine degli Ingegneri. Infrastrutture, pianificazione territoriale e la memoria del terremoto del Friuli tra i temi al centro del dibattito.
| La Redazione | Attualità

Il capoluogo del Friuli-Venezia Giulia ospita il 70° Congresso nazionale della categoria, appuntamento che coincide con il centenario della fondazione dell'Ordine degli Ingegneri. Infrastrutture, pianificazione territoriale e la memoria del terremoto del Friuli tra i temi al centro del dibattito.
Trieste torna al centro della scena professionale nazionale. La città giuliana ospita il 70° Congresso nazionale degli Ingegneri, un appuntamento che quest’anno assume un significato particolare: ricorre infatti il centenario della fondazione dell’Ordine degli Ingegneri in Italia, istituito nel corso del Novecento per regolamentare e tutelare la professione tecnica nel Paese.
L’evento, organizzato dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Trieste, raduna delegati e professionisti provenienti da tutta Italia per. La scelta di Trieste non è casuale: città di confine, crocevia storico tra culture e tradizioni ingegneristiche diverse, rappresenta un simbolo della vocazione europea della professione.
Tra i filoni tematici principali figura il dibattito sulle infrastrutture, con particolare attenzione alle reti di trasporto e alle opere strategiche che interessano il Nordest e il corridoio europeo. La pianificazione territoriale sarà un altro asse portante dei lavori congressuali, in un momento in cui il tema della sicurezza del suolo e della prevenzione del rischio idrogeologico torna prepotentemente nell’agenda pubblica.
Non poteva mancare, in un congresso che si tiene in Friuli-Venezia Giulia, un momento dedicato alla memoria del terremoto del Friuli del 1976. La catastrofe che colpì le province di Udine e Pordenone quasi cinquant’anni fa rappresenta ancora oggi un caso di studio a livello internazionale, tanto per la devastazione che causò quanto per la straordinaria capacità di ricostruzione che seguì.
Gli ingegneri italiani furono protagonisti di quella stagione, e il congresso intende rendere omaggio a quel capitolo della storia professionale della categoria, traendone lezioni applicabili alle sfide contemporanee in materia di edilizia antisismica e gestione delle emergenze.
“ ”, ha dichiarato in occasione dell’apertura dei lavori.
Il congresso rappresenta anche un’opportunità di visibilità per il territorio: Trieste, Gorizia — quest’ultima reduce dall’anno da Capitale europea della cultura 2025 — e l’intera regione potranno presentarsi come laboratorio di eccellenza tecnica e progettuale, con esperienze significative legate al porto, alle infrastrutture logistiche e alla ricerca scientifica applicata.
I lavori congressuali si concluderanno con, che sintetizzerà le posizioni della categoria su temi di interesse nazionale. Il prossimo congresso si terrà.
Fonte: Servizio della redazione





