Fossalon in bianconero

C'è tutta la storia di Fossalon dallaseconda metà degli anni '30 alla fine dei '50 del secolo scorso,nella rassegna fotografica con cui l'associazione Piterpan hadeciso di narrare in bianco e nero un pezzetto di vita dellacomunità gradese e che ora si può visitare presso la sede delConsiglio regionale, in piazza Oberdan 6, a Trieste, dopo che il...
 |  Redazione de Il Meridiano  |  Cultura

C'è tutta la storia di Fossalon dalla
seconda metà degli anni '30 alla fine dei '50 del secolo scorso,
nella rassegna fotografica con cui l'associazione Piterpan ha
deciso di narrare in bianco e nero un pezzetto di vita della
comunità gradese e che ora si può visitare presso la sede del
Consiglio regionale, in piazza Oberdan 6, a Trieste, dopo che il
presidente dell'Assemblea Fvg, Piero Mauro Zanin, ha accolto con
piacere la segnalazione del consigliere Diego Moretti.

Tre le sezioni inserite a catalogo: i lavori di bonifica
(battezzata dal Comune di Grado, nel 1933, come la bonifica della
vittoria in omaggio alle armi italiane vittoriose); le
trasformazioni agrarie (dalle risaie alla coltivazione della
barbabietola da zucchero, due attività prettamente femminili, e
poi la vite, il frumento, il sorgo zuccherino, l'aratro e
l'arrivo delle macchine agricole); gli insediamenti umani (il
magazzino polifunzionale, la scuola, le case bipoderali, quelle
per i profughi dalla Jugoslavia e quelle di caccia).

"In questi scatti c'è la storia di un territorio redento - ha
commentato Zanin - dove si coglie fortissimo il senso di
appartenenza di una comunità i cui uomini e donne hanno saputo
fare un lavoro ciclopico, mettendoci fatica e sacrificio. È una
mostra che insegna anche molte curiosità storiche, come
l'utilizzo del riso quale prima cultura possibile per dissalare
la terra che nel '44 era stata allagata con acqua salmastra dai
militari tedeschi".

"In effetti, nel leggere le didascalie delle foto e la narrazione
riportata a catalogo, vi si trovano notizie che spesso non sono
note neppure a chi abita a Fossalon", gli ha fatto eco Moretti,
che ha evidenziato l'importanza delle mostre in Consiglio
regionale quale volano per far conoscere spicchi di territorio
del Friuli Venezia Giulia, specie quelli più svantaggiati.

"Questa è una storia straordinaria - ha aggiunto - che noi oggi
che siamo rappresentanti delle istituzioni non dobbiamo solo
ricordare, ma mantenere viva perché questo è il senso di una
comunità, essere presente", ha detto, auspicando che
l'esposizione nel Palazzo consiliare sia solo l'inizio di una
mostra itinerante.

"Piterpan - ha spiegato la presidente, Augustina Savian, la cui
mamma Annina arrivò a Fossalon nel '48 da Portogruaro e lì si
fermò dopo aver trovato lavoro e marito - è un'associazione che
nasce nel 2008 per volontà di alcune mamme del paese che
sentivano la necessità di un centro di aggregazione per i propri
figli, dove si organizzassero attività ludiche e culturali. Negli
anni ha coinvolto soprattutto gli anziani e oggi promuove
iniziative ed eventi senza scopo di lucro, diventando un
importante punto di riferimento per le famiglie di Fossalon e
dintorni. Soprattutto si è creata una rete di solidarietà che
spesso si attiva volontariamente".

La presidente ha quindi nominato le sue "splendide amiche e
collaboratrici" della Piterpan: Clara Gregorin, Elisa Belgiorno,
Fabiana Gerotto, Monica Meret, Marina Colucci, Laura Grassi,
Grazia Attura e Cristina Bigolin, tutte presenti
all'inaugurazione della mostra fotografica. E ha raccontato
Fossalon che lei vive come fosse "Alice nel Paese delle
meraviglie e che un bambino una volta ha descritto come una
grande coperta colorata in cui rilassarsi", parlando poi delle
bellezze naturali della zona, le sue ricchezze in termini di
flora e fauna, pista ciclabile e risorse agricole e frutticole.



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