"Nuove terre" di Salvatore Marchese

Giovedì 28 luglio, alle ore 18, s’inaugura, nella sala comunale d’arte di Trieste (piazza dell’Unità d’Italia 4), la mostra personale dell'artista triestino Salvatore Marchese, intitolata "Nuove terre" e introdotta da Franco Rosso. Nato a Trieste nel 1958 da madre triestina e padre siciliano, Marches...
 |  Redazione de Il Meridiano  |  Cultura

Giovedì 28 luglio, alle ore 18, s’inaugura, nella sala comunale d’arte di Trieste (piazza dell’Unità d’Italia 4), la mostra personale dell'artista triestino Salvatore Marchese, intitolata "Nuove terre" e introdotta da Franco Rosso.

Nato a Trieste nel 1958 da madre triestina e padre siciliano, Marchese frequenta l'Istituto d'Arte Nordio sotto la guida di Mario Palli per la ricerca cromatica-materica, di Livio Schiozzi per la ricerca strutturale-compositiva e di Maria Campitelli sul piano artistico contemporaneo e di avanguardia. Successivamente si cimenta anche con la pittura monumentale collaborando con il Maestro Folco Iacobi. Declinando un suo autonomo codice espressivo avvia negli anni una attività espositiva allestendo mostre personali e partecipando a importanti collettive, ottenendo numerosi riconoscimenti: nel 2019 il 1° Premio al VI Concorso Internazionale di Pittura D. Mulitsch a Gorizia.

In questa rassegna - scrive Franco Rosso - Salvatore Marchese allinea una serie di opere recenti nelle quali ha declinato la sua espressività creativa con un format che coniuga la corposità delle terre del Carso con una costante campitura quadrata per delineare paesaggi che si riferiscono a posti realmente visitati e che quindi diventano paesaggi della memoria e luoghi del cuore. L'esito è rappresentato da opere che si presentano come un gioco di armonie, che attorno alla linea dell'orizzonte (che evoca l'infinito e l'eternità) creano un ritmo cromatico con un gioco di colori che si alternano in una sorta di dialogo interiore. Ma nelle opere di Marchese, ogni dettaglio realizzativo ha un senso: la terra del Carso, che fa da base a una pitturazione con pastelli a cera e acrilici, diventa il prototipo e l'archetipo delle varie aree del mondo visitate; il quadrato, forma non molto diffusa in natura, simboleggia storicamente il senso della giustizia e la regolarizzazione di quanto rimarrebbe informe; la matericità della superficie evoca in ogni opera una narrazione legata ad un luogo. In questi quadri c'è silenzio, sospensione, profondità e contemplazione: ci dicono che nella ricerca cromatica non sono in gioco solo tematiche percettive, ma anche spirituali stimolazioni emotive. L'artista triestino riconsegna alla pittura la capacità di stimolare sensazioni ed atmosfere non terrene e sublimate sapientemente attraverso il colore e la luce”.

L'esposizione è visitabile, nel rispetto delle disposizioni anti-Covid, sino al 21 agosto con orario feriale e festivo: 10-13 e 17-20.

Parole chiave: Trieste


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