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Lavoro, in Friuli Venezia Giulia oltre 10mila assunzioni previste a ottobre.

Il bollettino Excelsior stima 10.580 ingressi nel mese, in crescita del 5,8% rispetto al 2025. Figure professionali difficili da reperire.Le imprese del Friuli Venezia Giulia prevedono 10.580 ingressi lavorativi nel mese di ottobre 2026, con un aumento del 5,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per il trimestre ottobre-dicembre le as…
 |  La Redazione  |  Economia e finanza
Lavoro, in Friuli Venezia Giulia oltre 10mila assunzioni previste a ottobre.

Il bollettino Excelsior stima 10.580 ingressi nel mese, in crescita del 5,8% rispetto al 2025. Figure professionali difficili da reperire.

Le imprese del Friuli Venezia Giulia prevedono 10.580 ingressi lavorativi nel mese di ottobre 2026, con un aumento del 5,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per il trimestre ottobre-dicembre le assunzioni programmate raggiungono quota 26.410.

Le imprese del Friuli Venezia Giulia prevedono 10.580 ingressi lavorativi nel mese di ottobre 2026, con un aumento del 5,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per il trimestre ottobre-dicembre le assunzioni programmate raggiungono quota 26.410. A fronte della crescita della domanda, tuttavia, resta significativa la difficoltà di trovare personale: riguarda il 55,1% delle figure ricercate in regione, contro una media nazionale del 43,6%.

I dati provengono dal bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e diffuso in Friuli Venezia Giulia attraverso le Camere di commercio.

Turismo, ristorazione e commercio tra i settori più attivi.
La domanda di lavoro si concentra soprattutto nei servizi, che rappresentano 6.780 ingressi programmati, pari al 64,1% del totale regionale.
Tra i comparti con più opportunità figurano alloggio, ristorazione e turismo, con 2.120 ingressi previsti, seguiti dal commercio, con 1.410.
Dietro questi numeri ci sono profili professionali molto diversi: dagli addetti alla sala e alla cucina negli esercizi di ristorazione al personale per le attività commerciali e di vendita. Le figure più richieste in assoluto sono gli esercenti e gli addetti alla ristorazione, con 1.940 ingressi programmati. Seguono gli addetti alle vendite, con 860, e il personale non qualificato nei servizi di pulizia, con 760.

Anche il comparto industriale contribuisce in modo significativo alla domanda occupazionale. Per ottobre sono previste 3.140 entrate nell'industria, di cui 2.360 nella manifattura e nelle public utilities e 790 nelle costruzioni. A queste si aggiungono 660 ingressi programmati in agricoltura.
I dati mostrano quindi un fabbisogno che non riguarda soltanto il settore turistico e commerciale, ma interessa anche la produzione, l'edilizia e le attività agricole. In questi ambiti le imprese possono ricercare competenze tecniche e operative, con requisiti che variano in base alla mansione.
Il problema è trovare i candidati giusti.

Il dato più significativo riguarda la difficoltà di reperimento. In Friuli Venezia Giulia questa interessa il 55,1% delle entrate previste. Nel 37% dei casi la difficoltà è legata alla mancanza di candidati, mentre nel 13,7% è attribuita a una preparazione ritenuta inadeguata.
Le criticità risultano particolarmente elevate per alcune professioni tecniche e specializzate. Secondo i dati riportati dalle fonti camerali, la difficoltà di reperimento raggiunge il 97,6% per i tecnici del trasporto navale, aereo e ferroviario; supera l'80% per gli operai specializzati dell'edilizia, per i tecnici della salute e per i conducenti di autoveicoli.

Non si tratta quindi soltanto di una questione quantitativa, legata al numero di persone disponibili. In una parte dei casi pesa anche la corrispondenza tra le competenze richieste dalle imprese e quelle possedute dai candidati.

Giovani e formazione sono al centro della sfida.
Il bollettino evidenzia inoltre che il 30% degli ingressi programmati è rivolto agli under 30, mentre il 28,4% riguarda lavoratori stranieri. I contratti a tempo indeterminato e di apprendistato rappresentano complessivamente il 20,3% delle entrate previste.

Per Giovanni Da Pozzo, presidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, la crescita della domanda conferma la reattività del sistema produttivo regionale, ma la carenza di candidati rischia di frenare le imprese. Tra le risposte indicate figurano il rafforzamento dell'orientamento e degli ITS Academy, per avvicinare i percorsi formativi ai fabbisogni aziendali.

Anche Antonio Paoletti, presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia, richiama la necessità di intervenire sulla formazione lungo tutto il percorso, dalle scuole all'università.

Il quadro che emerge è quello di un mercato del lavoro regionale in cui le opportunità non mancano in diversi comparti, ma il loro incontro con le persone disponibili resta complesso. La sfida, per imprese e sistema formativo, sarà rendere più efficace il collegamento tra domanda di professionalità e preparazione dei lavoratori.

Franca Ricci Belletti

Fonte: Servizio della redazione
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