Pro Patria-Triestina il giorno dopo, Gasperutti: "Unione meglio strutturata, gara povera di contenuti e dai ritmi bassi"
Saranno stati i primi caldi, sarà stata la classifica alla quale nessuna delle due squadre ha più nulla da chiedere, sarà stata la modestia complessiva delle due squadre, ma alla fine allo Speroni di Busto Arsizio, esce il più logico dei risultati.
Una partita povera di contenuti con la Triestina…
| Redazione sport | Serie C
Bruno Gasperutti
Saranno stati i primi caldi, sarà stata la classifica alla quale nessuna delle due squadre ha più nulla da chiedere, sarà stata la modestia complessiva delle due squadre, ma alla fine allo Speroni di Busto Arsizio, esce il più logico dei risultati.
Una partita povera di contenuti con la Triestina meglio strutturata, che l’ha in gran parte gestita lasciando ai lombardi soltanto un paio di conclusioni dalla distanza. Una volta passata in vantaggio, per la squadra rossoalabardata il più sembrava fatto, con i tigrotti che ben poche frecce avevano nella loro faretra per impensierirla e solo un episodio fortuito poteva rimettere in equilibrio la gara. Così non è stato invece, ma un errore piuttosto inspiegabile di Tonetto che una volta sfuggitogli l’avversario, lo ha abbattuto all’ingresso del vertice dell’area, per il più evidente ineccepibile rigore. La Pro poteva pareggiarla solo così e ha ben accettato il cadeau salvando la faccia, mentre la Triestina ha continuato nel suo cammino orgoglioso, in un clima di “vogliamoci bene”.
La partita è stata piuttosto povera di contenuti, dai ritmi piuttosto bassi e logicamente in quel clima soporifero, la squadra più dotata ha fatto la partita, mentre gli avversari hanno cercato di replicare con alcuni guizzi dell’interessante Desogus, che però era piuttosto solo e non aveva alcun sostegno dai compagni.
L’arbitro ha cercato all’inizio di ravvivarla fischiando a vanvera, ma non ha trovato alcun sostegno nei suoi tentativi da parte dei giocatori, che nel clima amichevole non si sono troppo scaldati e tutto è filato liscio. In questo clima pasquale una cosa ho apprezzato e mi ha riportato a gustare ancora una volta i profumi di un calcio ruspante, vintage e che mi ha ricordato il calcio della mia gioventù, che più passa il tempo più apprezzo e rimpiango: i colori! In tutta questa voglia ossessiva di cambiare a tutti i costi ogni riferimento rappresentato dai colori della squadra che ami, cancellando ogni legame con la tradizione e vestendo i giocatori con divise improbabili, finalmente ho visto su un campo di un verde scintillante, il rosso della mia squadra e l’originalissimo biancoblù cerchiato dei bustocchi, che negli ultimi anni avevo visti con orrende divise, rosse, o nere, o addirittura giallo psichedelico.
Come accennato la partita ha avuto ben pochi spunti di cronaca, per intendersi accenniamo alle fasi più emozionanti. 15’ Desogus si libera fuori dall’area e tira forte, ma Matosevic si distende e devia. 24’ Faggioli parte da solo in contropiede, è un'occasione, ma è piuttosto lento e si fa rimontare, poi rientra sull’avversario e calcia centrale. 26’ azione della Triestina sulla linea di fondo a destra, Vertainen si destreggia bene e segna con la complicità del portiere, ma il pallone era uscito di un nulla. 30’ Ascione dal vertice sinistro si libera e tira, ma Sala si distende e para in volo. Ripresa, la Triestina attacca ma senza affondare, si ha l’impressione che con un po’ di più dinamismo e carica, la porta dei tigrotti possa essere violata. 54’ il gol arriva da una palla inattiva, è Silvestri che su angolo svetta e infila l’angolo lontano. La Triestina abbassa ancora i ritmi e controlla abbastanza agevolmente la reazione dei locali, piuttosto inoffensivi. 64’ lunga azione manovrata degli alabardati che trovano Vertainen solo in area, ma il tiro gli esce male strozzato. 70’ squillo isolato di Citterio che in area controlla il pallone e trova la difesa piuttosto disattenta, si gira, ma Matosevic para. 85’ Tonetto si fa sfuggire Orfei e lo abbatte proprio sul vertice dell’area: fallo inutile e inopportuno con la difesa piazzata e l’area intasata. Mastroianni trasforma il rigore con un rasoterra palo e gol. 91’ ultima emozione: su un cross in area triestina, esce Matosevic che respinge troppo corto, riprende un biancoblù che rovescia lento verso la porta incustodita, ma Silvestri allontana. Poca roba davvero.
Sui singoli poco da dire, tutti senza infamia e senza lode, giocando sottoritmo è difficile sbagliare e nessuno sembrava intenzionato ad accelerare la giocata. Della Pro Patria diremo che è sembrata poca cosa e che purtroppo, per la simpatia che ho sempre avuto per questa formazione, ci accompagnerà negli…. inferi.
Sulle vicende societarie nessuna novità e siamo tutti in attesa di nuove, speriamo buone; per intanto la nostra ineffabile Federazione, è riuscita nell’impresa di trovare un nuovo cavillo burocratico, per penalizzare di un ulteriore punto la squadra, perché ad agosto quando la Triestina stava cambiando proprietà, non aveva ancora tesserato un allenatore in seconda e uno per i portieri. Il tutto in un mondo dove la passano liscia coloro che non pagano nè stipendi né contributi, con allenatori in panchina senza patentino, presentano fidejussioni false, fanno allenare le loro squadre da collaboratori con un prestanome titolare della panchina, commettono artifizi risibili per falsificare i bilanci con plusvalenze fittizie….. ce ne sarebbero tante da menzioare, ma andremmo a toccare realtà intoccabili che creerebbero subbugli magari legali. Più facile infierire maramaldescamente su una squadra dove i tifosi stessi dicono: “... e dalli addosso, fanno bene a penalizzare questi indegni americani...”. Già se non abbiamo noi l’orgoglio di difendere la nostra squadra, il nostro territorio, che gliene può fregare ai papaveri a Roma di farlo, quando hanno una facile opportunità di dimostrare la loro inflessibilità e intransigenza nel giudicare? Benvenuti in Italia!
BRUNO GASPERUTTI
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