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Triestina-Cittadella il giorno dopo, Gasperutti: "Impegno, orgoglio e abnegazione: fatto il massimo"

Bella partita al “Rocco” tra Triestina e Cittadella, dove i veneti sono riusciti a prevalere solo all’ultimo respiro sulla generosa e incerottata squadra alabardata. La vittoria del Cittadella è alla fine meritata, perché sul campo ha fatto vedere qualcosa di più, perché raggiunta per due volte, h…
 |  Redazione sport  |  Serie C
Bruno Gasperutti

Bella partita al “Rocco” tra Triestina e Cittadella, dove i veneti sono riusciti a prevalere solo all’ultimo respiro sulla generosa e incerottata squadra alabardata.

La vittoria del Cittadella è alla fine meritata, perché sul campo ha fatto vedere qualcosa di più, perché raggiunta per due volte, ha sempre cercato di rimettere immediatamente la testa davanti, non arrendendosi a spartire la posta.

La sconfitta della Triestina non è alla fine meritata, perché la squadra pur inferiore non s’è mai arresa alle sue insufficienze e ha cercato con tutte le sue forze di raddrizzare il risultato, riuscendoci per due volte l’ultima delle quali nel recupero al 91’.

Oramai alla squadra alabardata si chiede questo, impegno, orgoglio, abnegazione e questo la squadra ha fatto vedere in campo, dando vita ad un confronto piacevole ed emozionante fino al 100’. Peccato per il risultato, che purtroppo contava zero ai fini della classifica, eventualmente solo per dimostrare che la quota salvezza sarebbe stata raggiunta senza le penalizzazioni, ma questa squadra dignitosa, non forte in partenza e notevolmente indebolita dal mercato di gennaio, perdipiù avversata da una serie di infortuni che ha colpito alcuni dei suoi uomini chiave, non poteva fare di più.

Ieri il Cittadella, che ha dimostrato di essere un’ottima squadra tra le migliori viste a Trieste, ha approfittato delle deficienze della retroguardia dei biancoalabardati, mai visti così in difficoltà come difronte ai rapidissimi e incisivi attaccanti veneti. Certo erano assenti Silvestri, Silvestro e Anton presumibilmente tre titolarissimi, è stato ceduto Moretti altro punto fermo, ma i sostituti ieri non sono quasi mai riusciti a frenare Rabbi, Falcinelli, Bunino e Anastasia, che hanno imperversato facendo il bello e il cattivo tempo. A loro è bastato metterci un po’ di rabbia e determinazione e per ben due volte hanno recuperato il risultato in brevissimo tempo, segnando dei gol bellissimi anche se agevolati da amnesie difensive.

La Triestina ha fatto la sua solita partita casalinga, diversa da quella con il Novara che era stata evidentemente un “unicum”; ha macinato gioco in mezzo, dove dispone degli uomini di maggior consistenza, sempre in salita e sotto nel punteggio, ma lo ha fatto con trame chiare, un gioco ragionato e anche piacevole, arrivando per due volte al pareggio, cosa non proprio consueta in questa stagione. Molto belle le reti di Faggioli soprattutto, ma anche quella del rientrante Vertainen, che pur giocando spiccioli di gara ha fatto intuire quello che avrebbe potuto essere, ma che non è stato. Non voglio parlare dei singoli, perché non mi piace gettare la croce addosso a dei ragazzi che si impegnano e cercano di fare il loro dovere al massimo delle loro possibilità, ma almeno una lode la voglio fare a Faggioli e Ascione che hanno confezionato un gol bellissimo, con un cross radente per il tuffo di testa decisivo del centravanti. Singolare l’episodio finale con il tecnico dei veneti Iori, che quando ha visto il cartello alzato dal 4° uomo con il recupero di 9’, che reputo legittimo per l’esame di varie FVS molto lunghe, lo ha vivacemente contestato per poi subire il pareggio al 91’ e benedirlo poi, per aver consentito il recupero in extremis al 96’.

Un altro episodio singolare che voglio segnalare si verifica al 77’ sul risultato di 1-2, quando su un pallone in area alabardata interviene Kosijer spazzando, ma nel contempo un attaccante veneto interviene in ritardo su di lui facendolo volare. Ebbene tra lo stupore dei presenti, l’arbitro indica il dischetto…. Cosa abbia visto rimane un mistero, ma solo un anno fa, questo episodio avrebbe chiuso la gara e ci avrebbe privati di un bel finale emozionante, mi resta un amaro sapore in bocca: ma cosa ha visto questo!                                                                                                                    Chiudo con un auspicio: siamo in febbraio e abbiamo la possibilità “purtroppo”, di programmare per tempo il futuro in una categoria non consona alla città e alla storia della squadra che la rappresenta. Un appello alla proprietà: non sprecate questo tempo! Programmate oltre alla sostenibilità del club che è importantissima, perché su questa si regge tutto l’assetto, anche i quadri dirigenziali perché sta a loro il compito di far funzionare e rendere operativi gli ingenti investimenti che sono stati fatti e che dovranno essere ancora fatti e che al momento si sono rivelati uno sperpero inverosimile. Un consiglio spassionato, date voce e incarichi a personaggi che la piazza la conoscono, che hanno fatto la nostra storia, che hanno perdipiù esperienza diretta di una categoria infida, difficile, dalla quale è complicato districarsi e dove il blasone conta meno di zero. Coraggio Unione, ci aspettano mesi difficili, ma ne verremo fuori anche questa volta.                   

BRUNO GASPERUTTI

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Parole chiave: Trieste
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