Vai al contenuto principale

RADIO IL MERIDIANO - L'AUTENTICA VOCE DI CHI VIVE IL TERRITORIO

● In diretta / On air
RADIO IL MERIDIANO
DAB canale 9B · 204,640 MHz
▶ ASCOLTA LA DIRETTA  ·  L'AUTENTICA VOCE DI CHI VIVE IL TERRITORIO  ·  DAB CANALE 9B  ·  ▶ ASCOLTA LA DIRETTA  ·  L'AUTENTICA VOCE DI CHI VIVE IL TERRITORIO  ·  DAB CANALE 9B  · 

Arzignano-Triestina il giorno dopo, Gasperutti: "Unione sovrastata ma a sbloccarla è stata un invenzione dell'arbitro"

La Triestina ha subito ad Arzignano la sconfitta più pesante della stagione. E’ stata una esibizione molto scialba della squadra alabardata, sovrastata in ogni zona del campo dai veneti, che nell’occasione hanno fatto un figurone superiore alle loro potenzialità. Fin dalle prime battute si è avuta…
 |  Redazione sport  |  Serie C
Bruno Gasperutti

La Triestina ha subito ad Arzignano la sconfitta più pesante della stagione. E’ stata una esibizione molto scialba della squadra alabardata, sovrastata in ogni zona del campo dai veneti, che nell’occasione hanno fatto un figurone superiore alle loro potenzialità.

Fin dalle prime battute si è avuta la sensazione che la squadra non c’era, i giocatori sono sembrati distratti, deconcentrati, sovrastati sul piano fisico e incapaci di scrollarsi di dosso quella passività che sembrava intorpidire le gambe e i pensieri. Sintomatico è sembrato quell’approccio verso l’area avversaria, derivante da situazioni di palle inattive, cioè punizioni o falli laterali che si è verificato almeno 3-4 volte nel primo tempo: metàcampo vicino alle panchine, Tonetto batte o una punizione o una rimessa laterale sempre con passaggio all’indietro a Moretti, che passa all’indietro a Silvestri che appoggia a Matosevic, il quale pressato sparacchia in fallo laterale o avanti alla cieca, dove sistematicamente i difensori hanno la meglio e riprendono a macinare il loro gioco.

Inesistente in attacco dove Kljajic non riusciva a tenere un pallone e dove D’Urso spalle alla porta non può giocare, con un centrocampo molto sottotono rispetto anche alla gara con il Lumezzane, la Triestina non poteva reggere il ritmo veloce e l’aggressività dei giallocelesti veneti.

L’Arzignano mi ha fatto una buona impressione, forse anche per la passività dei triestini, ma sono sembrati una buonissima squadra, veloce, sbrigativa, molto aggressiva che sfrutta le nuove regole del calcio italiano: sulle palle contese un bel spintone da dietro e via, riconquistano immediatamente il pallone e ti impediscono di giocare.

Ieri la Triestina riusciva a giocare il pallone soltanto all’indietro o lateralmente, per superare la metàcampo, dovevano portare il pallone e mai mediante una manovra collettiva o un passaggio in verticale in appoggio, gli alabardati erano sempre anticipati, spintonati, sovrastati.

Gli unici episodi offensivi della prima frazione da rilevare sono stati due spunti di Pedicillo, ieri il migliore, e un paio di mischie derivanti da corner, dove ci ha pensato immediatamente l’arbitro a frenare ogni velleità, interrompendo l’azione. Per vedere sbloccata la partita, era solo questione di tempo.

L’Arzignano in ripartenza dava sempre l’impressione di essere molto pericoloso, ma fino al 30’ aveva costruito molto poco e c’è voluta una bella invenzione dell’arbitro, che ha visto un fallo di mano al limite dove invece non c’era nulla, per una punizione con schema e botta da 25 metri di Lakti che non lasciava scampo a Matosevic.

La Triestina è sembrata reagire e questo a mio avviso anche per lo spostamento in avanti di Pedicillo, che mi sembra più adatto di D’Urso nel giocare in appoggio all’attaccante. Gli alabardati hanno così finalmente stazionato con più continuità nella metàcampo avversaria, ma proprio allo scadere del tempo hanno subito un contropiede micidiale che ha posto fine alla partita: Mattioli ha scherzato in velocità un Jonsson ieri troppo compassato e timido, servendo a Lakti che stava arrivando liberissimo, un pallone al limite che il centrocampista ha sparato di prima intenzione per il 2 a 0.

La ripresa poi è stata un generoso tentativo degli alabardati che non si sono arresi, ma che hanno mostrato troppe lacune scoprendosi e subendo ulteriormente una severa lezione dalle ripartenze di avversari sempre poco contrastati.

Ma cosa è cambiato dalla buona partita disputata venerdì scorso contro il Lumezzane? Sono sembrate due squadre diverse! Guardando la formazione, possiamo notare che 10 undicesimi erano gli stessi, quindi tali insufficienze non si sarebbero dovute registrare. Certamente le prestazioni di taluni elementi sono sembrate sottotono, forse per la giornata negativa, ma forse anche per l’impiego in una posizione diversa rispetto alla gara precedente.

Voglio partire dall’assenza del tanto scarsamente considerato Faggioli, un giocatore forse non dotatissimo tecnicamente, probabilmente non un rapace dell’area di rigore, ma che con il suo movimento è essenziale per una squadra che in area avversaria ci arriva con troppa difficoltà. Faggioli toglie pressione a Kljajic che da solo non è in grado di sostenere l’attacco e la cui dote precipua è quella di fare delle buone sponde, ma che in verticale non ci va mai. Faggioli toglie a D’Urso l’incomodo ruolo di giocare spalle alla porta per cui non è adatto, dando sempre un punto d’appoggio in avanti, magari dettando il passaggio; poi l’esecuzione o la finalizzazione possono essere discutibili, ma è sempre una presenza su cui eventualmente si può appoggiarsi e non sempre come ieri il pallone rimbalza. D’Urso che contro il Lumezzane mi era parso in gran spolvero, determinante per il gioco della squadra, ieri è stato inesistente.

Il centrocampo poi è sembrato in stato confusionale; molto capace e vigoroso contro il Lumezzane, ieri stranito, in soggezione sotto l’incalzare arrembante dei veneti. Jonsson giocatore sempre sobrio ed essenziale ieri era irriconoscibile, Tonetto giocava sempre e solo all’indietro, Voca giocava solo palloni corti a due metri, ma d’altra parte non avendo sfogo in avanti, la manovra risultava asfittica e masticata. Anche D’Amore sull’altro lato, è sembrato fuori ruolo perché in fase difensiva soffre troppo, Il solo Pedicillo mi è sembrato vivace e propositivo, troppo poco e risultato in ghiaccio già nel primo tempo.

Nella ripresa i cambi hanno ridato vivacità e assieme all’orgoglio che non manca mai nei giocatori, hanno permesso alla squadra di stazionare per maggior lasso di tempo nella metàcampo avversaria, ma ugualmente la produzione offensiva non poteva essere troppo diversa e ugualmente ogni qual volta l’Arzignano ripartiva in velocità, erano dolori. Nella costante offensiva della ripresa, possiamo sottolineare il gran gol del giovane debuttante Okolo, una rete davvero molto bella con una girata di testa da vero attaccante. Questo ragazzo molto prestante fisicamente, è sembrato più a suo agio nel contrastare i difensori veneti che nel primo tempo erano sembrati padroni del campo; ovviamente è da rivedere, ma diamogli tempo senza troppe pressioni e senza troppe critiche, quando avrà le comprensibili pause dovute al noviziato. Anche Ascione al suo debutto in una situazione decisamente compromessa, non poteva cambiare il corso della gara; rispetto ad Okolo è più minuto ma è sembrato veloce e abbastanza intraprendente, da rivedere anche lui ma non da bocciare a priori dalla foto. Da rivedere magari anche Attys entrato con buona predisposizione e voglia.

Una partita in definitiva da dimenticare in fretta; è forse la prima in cui la Triestina è stata battuta nettamente senza troppe giustificazioni, da bypassare presto per concludere con dignità e a testa alta questo campionato scevro di soddisfazioni. FORZA UNIONE, onorando sempre la nostra maglia con orgoglio

BRUNO GASPERUTTI      

#ilmeridianots #brunogasperutti #triestinacalcio

Caffe a Meridiano - dalle 7.30 alle 9.00 gratis per te
Ferroedil Italia S.r.l. - oltre 40 anni di esperienza nella lavorazione del ferro: cancelli, ringhiere, carpenteria metallica - Trieste
Podcastlab
Parole chiave: Trieste
Visite: 1485

SEGUICI SUI SOCIAL