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Lecco-Triestina il giorno dopo, Gasperutti: "Buona gara dell'Unione, sconfitta immeritata"

Il Lecco batte 1-0 la Triestina al termine di una partita molto equilibrata, con poche emozioni e decisa dagli episodi. Non ci siamo divertiti vedendo questo confronto giocato tra due squadre che hanno ruminato calcio, senza quasi mai affondare il colpo. Due squadre che in fin dei conti si sono equ…
 |  Redazione sport  |  Serie C
Bruno Gasperutti
Il Lecco batte 1-0 la Triestina al termine di una partita molto equilibrata, con poche emozioni e decisa dagli episodi. Non ci siamo divertiti vedendo questo confronto giocato tra due squadre che hanno ruminato calcio, senza quasi mai affondare il colpo. Due squadre che in fin dei conti si sono equivalse e certamente in campo non si sono visti i 43 punti di distacco tra le due, che si avviano: l’una a disputare i play-off con la speranza di salire in B e l’altra invece, che difficilmente riuscirà ad evitare la retrocessione.
Come accennato è stata una partita molto equilibrata, lo spettacolo è stato poco esaltante e sinceramente se uno fosse amante del gioco e disinteressato alle vicende emotive delle due contendenti, non avrebbe scelto questa gara, per passare un paio di orette per divertirsi.
Sul mio taccuino dove annoto gli episodi salienti, alla fine l’ho trovato desolatamente vuoto di occasioni da rete, anzi posso dire che l’unico episodio con una chiara occasione da gol è arrivato all’81’, quando D’Urso con una girata ravvicinata, ha costretto Furlan ad una gran parata; peccato gli sia uscita troppo centrale, ma la reattività del portiere lariano è stata degna di nota. Per il resto si ricordano un paio di tiri dei blucelesti Kritta e Metlika dalla distanza non troppo pericolosi, ben parati da Matosevic e qualche tiro in più dei triestini, ma anche questi non proprio insidiosi.
Per riempire il mio taccuino e avere una visione più concreta della partita onde determinare chi aveva il sopravvento e cercava con più insistenza la rete, ho dovuto registrare gli angoli (9-3 per la Triestina) e le mischie in area; infine gli episodi che hanno deciso la gara.
La partita è iniziata con il giro palla dei lecchesi e il pressing alto degli alabardati ancora in maglia bianca: non riuscirò mai ad abituarmi a vedere la mia squadra con una maglia diversa da quella rosso fuoco quando non ce n’è bisogno, ma questo è un mio problema, perché vedo non interessa nessuno.
Il Lecco nel suo lento giro palla, era costretto a partire sempre molto dal basso, con il suo centrale difensivo Tanco, che gli alabardati lasciavano impostare e che sarà anche un buon difensore, ma certo non un fine dicitore e faceva balbettare la manovra. I due centrocampisti Metlika e Zanellato che invece sono buoni, erano molto ben controllati dagli alabardati che per la prima parte del tempo, specialmente con Crnigoj e D’Urso avevano la meglio. Poi il mister di casa ha invertito i ruoli dei suoi difensori, mettendo Marrone centrale e Tanco terzino su Kljaijc e il finale del primo tempo, ha visto la manovra blùceleste diventare più fluida.
Un primo tempo molto equilibrato, che poteva essere sbloccato soltanto da qualche episodio occasionale e sul finire ne sono arrivati due. La Triestina ha richiamato l’arbitro alla FVS e, puntualmente, è stato dato torto alle sue rimostranze: ma non è una novità, oramai abbiamo fatto l'abitudine e su una trentina di episodi dubbi, ne avranno fischiati a favore 3-4! Nella ripresa la squadra alabardata ha giocato praticamente nella metàcampo avversaria, lasciando agli avversari qualche sporadico contropiede, decisamente poco per una squadra terza in classifica che giocava in casa; però bisogna convenire che molto cinicamente ha letto bene la gara, comprendendo che non era il caso di scoprirsi e che sarebbe stato sufficiente controllare i non irresistibili attacchi dei triestini, per portarla in porto. Poi un altro episodio allo scadere della partita, naturalmente anche questo giudicato come gli altri negativamente e … la partita è tutta qua, con la solita sconfitta immeritata, con le solite rimostranze che lo ripeto per intendersi meglio, provengono sempre e solo dagli sconfitti che frustrati nei loro sforzi, non riescono a far valere sul campo la loro forza, anche se dobbiamo convenire che la ripetitività dà fastidio anche ai santi.
A volte ci mette lo zampino anche la sfortuna, ma noi la sfiga ce la siamo cercata e alla fine chi tira le fila potrebbe dire: "ma cosa volete voi, con quellla penalizzazione non pretenderete mica di salvarvi?" Se un episodio è dubbio, è più semplice fischiarlo a favore di chi ne ha bisogno, tanto poi ci sono anche gli stessi tifosi triestini che sono sempre pronti a rincarare la dose e approvarne l'operato.
Il Lecco mi ha dato l’impressione di essere una squadra molto quadrata e la sua classifica ne è testimone, ma non di essere una squadra forte da poter fino ad ora, competere con il Vicenza. Ha dei giocatori importanti e di spessore, nei ruoli che ne formano l’ossatura: Il portiere Furlan, Marrone difensore solido, i due centrocampisti Metlika e Zanellato e il possente centravanti Sipos, che non avrà fatto nulla di eclatante, ma che la sua presenza in campo la fa sentire in tutte le fasi del gioco.
La Triestina complessivamente ha giocato bene, meglio del Lecco, ma la sua struttura di squadra non dà le stesse sensazioni positive di quella lariana; ha qualche deficienza d’organico, qualche buco nero che alla fine non offre quella impressione nell’insieme di possanza e organicità. Ieri la difesa ha fatto una buona partita e l’inserimento nella ripresa di Tonetto, ha dato più spinta nel suo settore, prima un po’ amorfo. In mezzo solita buona partita del centrocampo, con un D’Urso che ho visto molto più coinvolto e in partita e la manovra ne ha tratto giovamento. L’attacco….. anche qui dovremmo ripeterci, ma hanno tutti dato il massimo, ed è quello che in fondo si chiede sempre ai giocatori. Hanno lottato correndo e accettando lo scontro fisico; ho visto soprattutto nel primo tempo un Kljaijc molto più in partita che non ha subito la prestanza del suo avversario come al solito, poi nella ripresa con gli spazi ridotti ha sofferto di più, mancando di rapidità nelle gambe negli spazi stretti e non essendo ancora in grado di mettere a frutto la sua statura nelle mischie: gli manca l’esperienza e la cattiveria del “puntero”. Gunduz ha dato più vivacità alla fase offensiva, ma non è una punta e parte sempre un po’ troppo ostinatamente con azioni personali, ma le doti le ha e si fa sentire.
Per finire non voglio parlare dell’arbitro della partita! Ne parlo sempre troppo e in maniera negativa, ma in generale penso che tutto il settore arbitrale italiano sia complessivamente ai minimi storici come efficienza: non ci si raccapezza più, con regolette, cavilli, codicilli e protocolli. All’italiana poi, ci si lamenta sempre tutti ad ogni contrasto in campo e sugli spalti e in ogni occasione si formano cappannelli di giocatori urlanti, con i mister che in panchina dove dovrebbero dare l'esempio dovendo giudicare le fasi di gioco un po' più freddamente, che sembrano invece degli invasati posseduti dal demonio e contestano anche le rimesse laterali a metàcampo. Il calcio così diventa un affare di vita e di morte; all’estero il calcio non è così ossessionato, questa è tipica cultura italiana in tutte le sue componenti, che non riesce a comprendere che alla fin fine è pur sempre uno sport, che pur muovono le masse influendo in maniera tangibile anche sulla finanza sociale. Ognuno si faccia poi la sua idea sui tre episodi di ieri tutti giudicati negativamente, anche se questa non è una novità; sarà ampio argomento di discussione sul web, dove c'è sempre chi ne sa sicuramente di più e su qualsiasi argomento in questione. 
FORZA UNIONE, onorando sempre la nostra maglia con orgoglio, come hai sempre fatto sinora in questa sfortunata annata.

BRUNO GASPERUTTI

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