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Triestina-Albinoleffe il giorno dopo, Gasperutti: "Uomini veri, mi hanno entusiasmato"

Ma che bella partita! I vecchi saggi dicevano che per assistere ad una bella partita bisogna che tutte e due le squadre siano disposte a giocare apertamente e per vincere, ma basta che una delle due rallenti lo svolgersi delle azioni, o adotti tattiche ostruzionistiche, e la gara perde di continuit…
 |  Redazione sport  |  Serie C
Bruno Gasperutti

Ma che bella partita! I vecchi saggi dicevano che per assistere ad una bella partita bisogna che tutte e due le squadre siano disposte a giocare apertamente e per vincere, ma basta che una delle due rallenti lo svolgersi delle azioni, o adotti tattiche ostruzionistiche, e la gara perde di continuità impoverendosi. Brave Triestina e Albinoleffe a darsi battaglia sul terreno del gioco a chi riesce ad essere più abile e più accorto per prevalere; alla fine sono stati più bravi i rossoalabardati, ma onore anche ai seriani che hanno tenuto sulle spine i pochi tifosi sugli spalti, fino al gol di D’Urso all’82’.

Era una partita questa, molto delicata dopo la mazzata immeritata ricevuta lunedì scorso a Gorgonzola, l’ambiente ne avrebbe potuto risentire e infatti i tifosi hanno disertato gli spalti, ma la squadra invece si è presentata e con tanto orgoglio, dimostrando una volta di più di essere composta da uomini veri, disposti a lottare per la maglia, per lo sport, per quel senso di dignità e amor proprio, che non sempre nel nostro calcio atleti più celebrati sono disposti a spendere. Questa Triestina ieri mi ha entusiasmato e riempito d’orgoglio e non è per una vittoria sonante che poi alla fin fine potrebbe anche non essere determinante per le sorti del campionato, ma per quel senso di appartenenza che ho sempre avuto e che questi ragazzi hanno così ben rappresentato sul campo. Bravi!

La partita è stata bella, vibrante, con tanti rovesciamenti di fronte e tante occasioni da rete, tali da tenere sulle spine gli spettatori che solo alla fine hanno potuto tirare un sospiro di sollievo e godersi il risultato finale.
I seriani sono scesi sul terreno di gioco con troppa sicurezza, mi hanno dato l’impressione che si siano fatti condizionare dalla classifica impietosa degli alabardati, che purtuttavia a ieri avevano conquistato sul campo gli stessi punti loro. Hanno iniziato a spron battuto facendo la partita e insidiando la porta alabardata per ben tre volte prima del 10’, in cui Crnigoj agganciato in area si è procurato il rigore. Forse il pareggio conseguito un po’ troppo rapidamente ha dato loro l’impressione di poter avere facile gioco, ma ieri la Triestina non ha giocato con la classifica in mano dimostrando di credere ancora in quello che sembra un miraggio. Questi ragazzi dimostrano con i fatti di non essersi ancora arresi ai pesanti macigni, che sono stati loro lanciati sul capo. Subito il pareggio sono ripartiti dando l’impressione di non aver accusato la mazzata e con un’azione splendida, da rivedere, si son riportati in vantaggio: Ionita apre sulla destra per Crnigoj che serve un pallone d’oro a Gunduz, il quale freddamente alza dolcemente il pallone incrociandolo sul palo lontano, oltre il portiere in uscita. Un gran bel gol e Triestina nuovamente avanti. L’Albinoleffe squadra sbrigativa, veloce dal gioco piacevole, non si è arresa e la difesa triestina ieri non impeccabile, l’ha sofferta lasciando troppi spazi per gli inserimenti degli avversari. Il finale di tempo però era ancora degli alabardati che dimostravano di non accontentarsi del vantaggio e prima un tiro di Gunduz era deviato in tuffo in angolo e sul corner, Ionita quasi a colpo sicuro di testa, colpiva un piede il portiere che acrobaticamente gli si era parato davanti. Se la prima frazione di gara era stata bella e aveva lasciato un dolce sapore in bocca, si temeva all’intervallo per il risultato che non sembrava proprio acquisito. La ripresa infatti è stata ancora più tambureggiante, sia perché i nostri avversari non si sono arresi, sia perché la Triestina non si è mai accontentata del vantaggio conseguito. E’ stato ancora Gunduz ieri “deus ex machina” con una botta dal limite a consolidare il vantaggio, ma l’Albinoleffe è tornato sotto rendendo ancora incerto il risultato. A far tirare un sospiro di sollievo gli spalti, ci ha pensato D’Urso che dal limite ha infilato raso il palo un pallone difeso e rigiocato da Faggioli. Era l’82’ e solo allora ci siamo rilassati, ancor più 2’ dopo quando Ionita con un’altra botta dal limite ha freddato Facchetti e ha chiuso l’incontro.  
Sugli scudi il centrocampo della Triestina e tutti e 5 gli interpreti, nel suo spezzone di gara anche D’Urso, hanno interpretato alla perfezione il loro compito, difesa e offesa, ribaltando sempre con convinzione l’inerzia del gioco dei seriani che non si volevano arrendere. Se gli attaccanti non hanno segnato, ci hanno pensato loro con penetrazioni e stoccate imprendibili dal limite a rendersi pericolosi e finalizzare. In difesa invece ieri abbiamo sofferto un po’ troppo, aldilà della bravura dei nostri avversari molto insidiosi, che arrivavano sempre primi sul pallone, non si facevano mai anticipare rigiocando sempre in maniera efficace il pallone.
Bisogna dire che i nostri difensori sono quasi tutti fuori ruolo e adattati, ma altre volte mi sono sembrati più centrati. Concludo con un plauso ai 762 veri tifosi della Triestina, sempre vicini alla squadra sia nella buona che nella cattiva sorte. Purtroppo a Trieste i tifosi più che tifare la Triestina, tifano le vittorie della Triestina e se queste stentano ad arrivare la abbandonano. Certamente ci sono delle motivazioni, ognuno poi ha le proprie, ma è usuale affermare che la squadra del cuore è come la mamma, è una sola e non si abbandona mai…beh a Trieste non è così.

FORZA UNIONE, sempre, finchè la matematica non ci avrà condannati.

BRUNO GASPERUTTI

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