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Prima uscita della nuova Triestina: "Non valutate le promesse, ma i fatti"

Si è tenuta la prima uscita ufficiale della nuova compagine societaria della Triestina Calcio, un evento atteso dalla piazza. A parlare, l'investitore Adam Rothstein, affiancato da Marco Margiotta (CEO di House of Doge) e dal neo amministratore delegato Piero Zangarini. Un appello alla fiducia e a…
 |  Redazione sport  |  Serie C

Si è tenuta la prima uscita ufficiale della nuova compagine societaria della Triestina Calcio, un evento atteso dalla piazza. A parlare, l'investitore Adam Rothstein, affiancato da Marco Margiotta (CEO di House of Doge) e dal neo amministratore delegato Piero Zangarini.

Un appello alla fiducia e alla pazienza

Rothstein ha esordito con un tono di umiltà e realismo, consapevole del passato turbolento del club. "Mi scuso per ripetere parole già sentite, ma questa piazza ha sopportato troppe promesse non mantenute," ha dichiarato, chiedendo alla tifoseria di valutare l'operato in base ai fatti.

L'obiettivo primario dei primi mesi è stato ristabilire la stabilità in una situazione definita "incredibilmente complicata." Un atto cruciale in questo senso è stato il coinvolgimento di House of Doge, un'entità con oltre 5 milioni di follower globali e una notevole capacità operativa, considerata fondamentale per la ristrutturazione della società. Rothstein ha sottolineato che un club con una storia così grande merita di essere salvaguardato.

Sinergia e cuore italiano nel business

Marco Margiotta ha richiamato il motto di House of Doge: "Doing only good every day". Toccato dalla passione percepita a Trieste e dal morale basso dei tifosi e dei giocatori, ha affermato di mettere il cuore nel suo lavoro, anche in virtù del suo legame con l'Italia. Margiotta ha espresso fiducia nel portare la "nave al sicuro," citando il successo della sua realtà, partita da zero e ora con una valuta stimata a 30 miliardi di dollari.

Riassetto organizzativo e progetto a lungo termine

Il nuovo amministratore delegato, Piero Zangarini, ha accolto con onore la responsabilità assegnatagli. Ha ribadito la necessità di tempo per riorganizzare la società e garantirne la sostenibilità. "Il progetto è a lungo termine," ha spiegato, identificando nel settore giovanile il punto di partenza per poi "riaprire tante porte" e auspicando un ritorno massiccio del pubblico allo stadio.

Trasparenza, board e rischio retrocessione

Nonostante non ricopra un ruolo formale in società, Rothstein ha parlato con piglio presidenziale, promettendo maggiore trasparenza, comunicazione e apertura verso la città. Ha descritto l'intervento per salvare la Triestina dalla bancarotta come un'operazione complessa, paragonabile a "cambiare le gomme a una macchina in corsa."

Il CDA rimarrà inizialmente invariato, ma al termine del processo di riorganizzazione, il board sarà composto da sette membri, con l'introduzione di nuove figure, oltre a Centner e Margiotta, per rafforzare la struttura economica.

La possibile retrocessione non spaventa l'imprenditore americano, che ha citato l'esperienza positiva del Sabadell (sceso in quarta serie e poi risalito). "Non siamo spaventati dalla retrocessione," ha affermato Rothstein, chiarendo che l'interesse principale non risiede nel breve termine, ma nel prossimo anno e in quelli successivi. Una solida organizzazione garantirà che le cose migliorino nel lungo periodo, anche con la perdita di una categoria.

Critiche alla gestione passata e modello sostenibile

Rothstein ha criticato duramente la gestione precedente, definendola "inspiegabile," specialmente per l'ammontare di denaro speso sul fronte sportivo e, ancor peggio, sul piano del business. Ha liquidato l'idea di spendere 16 milioni in un anno per vincere il campionato come un modello insostenibile.

"Abbiamo la forza per ripianare la situazione e investire dove serve, ma il nostro obiettivo è creare un modello di autosostentamento," ha dichiarato, proiettando il club verso una gestione economicamente più equilibrata.

Questioni pratiche: scadenze, stadio e centro sportivo

Rothstein ha tranquillizzato sul fronte finanziario, smentendo i timori di fallimento: "La scadenza del 16 dicembre non è un problema."

Per quanto riguarda le strutture, la società manterrà l'interesse per il progetto del centro sportivo a Montedoro, pur con alcune modifiche rispetto alla precedente idea. Un punto cruciale, però, è l'utilizzo dello stadio "Rocco." Rothstein ha definito l'impianto "spettacolare," ma il suo costo di gestione attuale è esorbitante. La proprietà intende ridiscutere le cifre con il Comune (in un incontro previsto lunedì), poiché un costo così elevato distoglie risorse preziose dagli investimenti prioritari, in primis il settore giovanile.

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