Maxi inchiesta finanziaria, 52 indagati: coinvolta anche la Triestina
La Procura di Roma ha impresso una significativa accelerazione all’indagine sui presunti illeciti finanziari nel mondo del calcio, con la Guardia di Finanza che nella mattinata odierna ha eseguito 52 perquisizioni nei confronti di persone fisiche e società. L’inchiesta, coordinata dai PM Mario Dovinola e Vincenzo Palumbo, si concentra sui flussi finanziari e le sponsorizzazioni che coinvolgono, tra gli altri club, Ancona, Ternana e, in particolare, la Triestina.
Il fulcro dell'indagine è l'accusa di indebita percezione di erogazioni pubbliche (articolo 316-ter del codice penale). Gli inquirenti ritengono che fondi per circa 16 milioni di euro, richiesti per finalità mai effettivamente realizzate, siano stati utilizzati per sostenere i club.
Un ruolo centrale è attribuito a Banca Progetto, l'istituto controllato dal fondo Oaktree e recentemente commissariato dalla Banca d'Italia. Il sospetto è che i finanziamenti utilizzati per sostenere la Triestina siano stati ottenuti attraverso società di comodo, riconducibili ai consulenti di figure chiave dell’inchiesta, e provenienti proprio da Banca Progetto.
L'inchiesta traccia una fitta rete di rapporti tra gli indagati, in primis Antonio Scaramuzzino e Alessandro Di Paolo. Scaramuzzino, già alla guida del marchio Crick Crock (storico sponsor della Ternana), è tra i destinatari delle perquisizioni. Le indagini verificano una fattura da 25mila euro emessa da una sua società per presunta "consulenza per ricerca sponsor" al club umbro.
Scaramuzzino è inoltre indicato come vicino a Alessandro Di Paolo, noto nel mondo del calcio per aver sostenuto l'Ancona tramite la Romana Film.
Una parte significativa delle perquisizioni si è concentrata sul capitolo Triestina. Gli investigatori ritengono che all'inizio del 2023, dopo l'uscita dell'ex presidente Simone Giacomini, figure vicine a Di Paolo – specificamente Piergiorgio Crosti e lo stesso Scaramuzzino – avrebbero rilevato parte del club alabardato. I finanziamenti per tale operazione sarebbero giunti da Banca Progetto, veicolati attraverso società di comodo riconducibili al trio Scaramuzzino-Crosti-Di Paolo.
Le 52 perquisizioni di oggi, delegate dalla Procura di Roma, segnano un momento di svolta nell'inchiesta, mirata a ricostruire in dettaglio il flusso di denaro e le responsabilità individuali nell'utilizzo presunto fraudolento dei finanziamenti.



