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Virtus-Triestina 0-0, Gasperutti: "Attaccanti ancora spuntati, Unione bistrattata dagli arbitri"

E anche sulla ruota di Verona esce un pareggio (a reti inviolate), che avrebbe soddisfatto in altri tempi, ma che una volta di più fa storcere il naso a chi avrebbe bisogno di una sterzata decisiva per la sopravvivenza. Son trascorse 15 partite e i punti in saccoccia sono esattamente 15, una media…
 |  Redazione sport  |  Serie C
Bruno Gasperutti
E anche sulla ruota di Verona esce un pareggio (a reti inviolate), che avrebbe soddisfatto in altri tempi, ma che una volta di più fa storcere il naso a chi avrebbe bisogno di una sterzata decisiva per la sopravvivenza.
Son trascorse 15 partite e i punti in saccoccia sono esattamente 15, una media di 1 a gara che a conti fatti vorrebbe dire 38 a fine campionato, decisamente insufficienti visto il pesante fardello di partenza.
Attilio Tesser giustamente dice che non guarda la classifica, già non bisogna ancora deprimersi quando mancano 23 partite alla fine, chi invece purtroppo la guarda sono gli arbitri che sembra decidano in base alla graduatoria: “Tu sei già spacciato, ma cosa vuoi? Perché dovrei fischiarti a favore, tanto… a cosa ti serve?”
La partita del Gavagnin-Nocini come era da previsioni, ha ricalcato grosso modo il copione di quasi tutte le altre disputate ad oggi: Triestina che tiene in mano il gioco senza pungere, con gli avversari che pur giocando in casa se ne stanno prudenti sulla loro trequarti, cercando qualche contropiede o il tiro della domenica, o qualche gentile concessione da chi concessioni non dovrebbe farne. E’ stata una partita equilibrata e il pareggio al netto di un paio di episodi è corretto e questo non è favorevole all’Alabarda perché il tasso tecnico superiore è evidente, invece fa felice Gigi Fresco che vede il distacco tra le due formazioni rimanere di 20 punti a giro di boa quasi concluso.
La Virtus è tipica squadra di C che gioca per raggiungere la salvezza, si avvale del suo campetto dove è sempre difficile giocare e fa dell’aggressività, della dinamicità, dell’anticipo, le sue armi migliori. Squadra molto giovane, si avvale di qualche discreta individualità (Bassi, Bulevardi, Cuel) e tanta grinta, ma davanti anche loro come gli alabardati sembrano avere solo fisicità e poco altro, affidandosi a tiracci dalla distanza e a qualche mischia.
La Triestina è meglio impostata, gioca un calcio più equilibrato e in qualche strappo offensivo dà dimostrazione di quello che potrebbe essere se…. ma che non è. Sembra poco cattiva, quando non è in possesso del pallone lascia troppo giocare, manca di aggressività, si fa sempre anticipare e riconquista pochi palloni che potrebbero dar l’abbrivio a ripartenze letali, vista la qualità dei centrocampisti. Queste mi sono sembrate le caratteristiche delle due formazioni e appurato ciò, il pareggio è la più logica delle conseguenze. Attaccanti spuntati e incapaci di costruirsi o rapinare qualcosa in area di rigore, quindi solo l’episodio singolo poteva sbilanciare lo 0-0 iniziale e su questo punto, l’annata della squadra alabardata non è di quelle nate sotto una buona stella.
Però… gira che ti rigira ci appigliamo sempre agli episodi, ripeto, è quello che resta ai perdenti aggrapparsi agli episodi negativi, però bisogna anche per dovere di cronaca rimarcare che quando questi sono in numero sproporzionato tra positivi e negativi, qualcosa di ostile ci deve pur essere: forse sarà il fato.
Due note di cronaca per raccontare una partita che ripeto è stata equilibrata, ma vissuta su episodi. 11’ punizione di Ionita dal limite che filtra dalla barriera ma che troppo centrale Sibi smanaccia, nessun alabardato è pronto. Poi tanto equilibrio con un po’ troppo possesso palla della Virtus sulla trequarti, ma non entrano mai in area e l’unico mezzo per rendersi pericolosi è il tiro dalla distanza. 21’ Cuel centrale non pericoloso. La Triestina si affida a delle percussioni pericolose in avvio, ma che si dissolvono via via che ci si avvicina all’area; 22’ promettente azione che Ionita conclude addosso ad un difensore e al 26’ Crnigoj è contrato in corner. 30’ gol annullato a Ionita per fuorigioco che c’è. 36’ bella azione Gunduz-Vicario-Gunduz che tira ma viene respinto, pallone che arriva a Vicario in corsa a porta quasi sguarnita, ma che ribatte alto. 40’ Bulevardi dai 25 metri scaglia una sassata che sembra destinata all’angolo, ma il palo salva la Triestina. 46’ il veleno è sempre sulla coda: a metà campo senza pallone, Zarpellon colpisce inequivocabilmente D’Amore, l’arbitro è girato ma ci sarebbe il quarto uomo, ci sarebbe l’assistente, ma come cantava anni fa a Sanremo Paolo Vallesi sono: “Le persone inutili”. Questo è ciò che le immagini Tv fanno vedere e la Triestina giustamente chiama la FVS. L’arbitro guarda, medita e tanto, poi incredibilmente estrae un cartellino giallo. Sarebbe assurdo ma congruo se lo mostrasse a D’Amore accusandolo di simulazione, ma lo mostra a Zarpellon e qui non ci sto, o è rosso o non c’è nulla, non è episodio da giudicare così democraticamente: ma  “Tu sei già spacciato, ma cosa vuoi? Perché dovrei fischiarti a favore, tanto… a cosa ti serve?”.
Dalla ripresa ci si aspetta tanto e invece c'è il nulla. Dal giochicchiare tuttavia sempre a buon ritmo, annoto delle inezie come al 58’ un fallo clamoroso a centrocampo del possente Odogwu che stende tramortendolo Vertainen, che per il signor Picardi di Viareggio è trascurabile, proprio lui che sui palloni vaganti in area rossoblù fischiava regolarmente interrompendo il gioco per delle sciocchezze. 63’ tiro pericoloso a scendere che sfora la traversa del solito Bulevardi. Poi il ritmo cala, i cambi con la solita sterile supremazia dell’Unione e alla fine ancora un episodio dubbio, quando Silvestro viene spinto sulla schiena da una manata e perdipiù c’è un pestone sul piede. Altro richiamo all’arbitro alla FVS e solita decisione avversa; per molto meno sono stati concessi rigori decisivi avversi a Vercelli e Fontanafredda; ma: “Tu sei già spacciato, ma cosa vuoi? Perché dovrei fischiarti a favore, tanto… a cosa ti serve?”

BRUNO GASPERUTTI

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