Pro Vercelli-Triestina il giorno dopo, Gasperutti: "La miglior prestazione in trasferta, la dea bendata volta ancora le spalle"
La Triestina ha subito a Vercelli la più pesante sconfitta stagionale, pur fornendo la miglior prestazione in trasferta di questo suo disgraziato campionato.
Fin dall’inizio si sapeva che la salvezza sarebbe stata difficile anche se non impossibile vista la penalizzazione, poi dopo l’ulteriore appesantimento della pena senza sconti, la situazione si è fatta vieppiù difficile e solo un cammino quasi perfetto avrebbe potuto salvare la squadra.
Ora senza voler peccare di vittimismo, la dea bendata (che molto spesso ci vede benissimo), non ha finora aiutato minimamente la squadra alabardata, anzi se possibile l’ha ancor più affondata e ora solo un miracolo sportivo potrebbe riportarla in rotta.
Scrivo queste note il giorno dopo, perché veramente ieri dopo aver assistito alla partita, ero talmente sconfortato da non aver la voglia di tirar giù due righe.
Per 73’ avevo assistito ad un’ottima prova della squadra che pur sopperendo ad assenze molto pesanti come Silvestri, Tonetto, Vertainen, Faggioli, che avevano depauperato una rosa già di per sé molto risicata, avevano messo sotto in trasferta una Pro Vercelli che è settima in classifica.
A me piace sempre contestualizzare gli avvenimenti, esprimersi dopo è sempre troppo facile, non sarebbe necessario nemmeno vedere la partita, ma aprire il giornale al lunedì e commentare il risultato. Lo so che questo è il metodo di commentare lo sport preferito in Italia, ma a me non piace proprio e per questo da sempre mi affido al mio block notes, dove prendo nota delle impressioni sullo svolgimento della gara via via che si sviluppa.
La partita di ieri è stata molto più vivace e densa di episodi, rispetto a quelle che normalmente vedo svolgersi nella terza serie. La rabberciata Triestina l’ha affrontata benissimo con voglia e determinazione, andando alla ricerca dell’unico risultato che poteva essere utile alla sua classifica. Inutile parlare delle carenze di organico, la squadra ne ha e non ci ritorno sopra, ma voglio invece mettere in risalto l’abnegazione e il cuore che ci hanno messo tutti i giocatori in campo, che fino a quando ne hanno avuto, hanno sudato la maglia che indossavano.
La Triestina è partita benissimo con decisione e le bianche casacche ne sono state intimidite, era pericolosa ma non conclusiva. Al 13’ Vicario in diagonale solo davanti al portiere, lo ha impegnato in tuffo: era una occasione! 23’ gran passaggio di Vicario per Kljajic che non ci arriva per un soffio. 24’ primo sussulto della Pro e bella deviazione in corner di Matosevic su un tiro di Iotti dalla distanza. 32’ A.Sow sfugge ad un ingenuo Silvestro lungo la linea del fondo e si arrangia con le mani, per l’arbitro non c’è nulla, ma la Fvs è implacabile con l’Alabarda. Il bravo telecronista Tv che commenta la serie A, direbbe: tutti e due si spingono a vicenda: non c’è nulla, ma il rigore non è scandaloso e a noi nulla ci è risparmiato.
Questa volta la Triestina non si abbatte e non cala la testa piangendosi addosso e con il dominio a centrocampo e trascinata da un Gunduz in gran spolvero, reagisce trovando il pareggio dopo un paio di sassate del turco-germanico sventate dal portiere. Il primo tempo finisce con due tiri uno per parte e si può dire che il pareggio ci può stare, noto una Triestina superiore per manovra e tenuta del campo, ma una Pro Vercelli più diretta e incisiva con i due velocissimi A.Sow che Silvestro fatica a tenere e Mallahi.
Nella ripresa assistiamo poi al migliore spezzone della Triestina in trasferta dell’annata: per 26’ c’è una sola squadra in campo e il gol sembra arrivare da un momento all’altro. 52’ Vicario solo davanti al portiere uscito alla disperata gli spara addosso: era un’occasione! 54’ Crnigoj trova Kljajic solo al limite dell’area, ma questi perde il tempo nel controllo e perde l’occasione! 55’ Gunduz si libera al tiro, forte ma troppo centrale e Livieri respinge. 59’ ancora Crnigoj offre a Kljajic un pallone d’oro e lo mette davanti alla porta da solo, ma ancora il portiere riesce a respingere: era una occasione d’oro! Noto: solo una squadra in campo che domina a centrocampo e ci prova sempre perché vuole i 3 punti. La Pro intanto ha inserito forze fresche, mentre Tesser deve fare di necessità virtù e la squadra cala fisiologicamente. 71’ la Pro supera la metàcampo e ottiene una punizione che viene scodellata in area sul secondo palo, dove Clemente di testa manca il gol: è la prima occasione delle bianche casacche che infiamma il pubblico e ringalluzzisce i giovani attaccanti che si esaltano. 73’ O.Sow prende palla sulla destra, si accentra e spara una bordata all’incrocio dei pali: se l’avesse fatta un campione internazionale ci sarebbero state ovazioni e salamelecchi, in serie C di queste cose non se ne vedono molte. Bravissimo. La partita finisce qui, Tesser cerca risorse inserendo forze fresche, ma si vede che la squadra ha perso lucidità e forse la mazzata a quel punto è troppo pesante. 79’ ma non finisce qui perché su un rinvio un po’ casuale, A.Sow riceve un pallone spalle alla porta a 30 metri da Matosevic, senza guardare lo rovescia a parabola e pesca il numero giusto sulla ruota dell’Enalotto: nemmeno se me lo giura in aramaico, credo che volesse eseguire quel tiro. A scanso di equivoci assolvo completamente il portiere alabardato, che in quell’occasione stava piazzato sul primo palo leggermente avanzato, come doveva essere.
Fine della cronaca di una giornata che avrebbe abbattuto un toro, già ferito di per sé da una serie di circostanze sfortunate e/o colpevoli senza fine, ma alla quale bisogna aver la forza di ribellarsi con la dignità e la determinazione messe in campo anche oggi.
Ultima notazione: ho avuto modo di leggere i commenti di molti tifosi sul web ….. credo che oltre a quelli nella Società, nella dirigenza e nella squadra, abbiamo molti altri problemi che purtroppo non sono risolvibili. Forza Unione, forza ragazzi, forza Tesser continuate ad onorare la maglia, anche le sconfitte hanno un sapore diverso quando si esce dal campo consci di aver fatto il possibile.
BRUNO GASPERUTTI



