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Triestina-Arzignano il giorno dopo, Gasperutti: "Bella iniezione di fiducia, da sfruttare meglio il centrocampo"

La Triestina vince la sua seconda partita consecutiva, rimontando ancora una volta nella ripresa il vantaggio dell’avversario. E’ chiaro che si tratta di una goccia nell’oceano in questo suo campionato che sarà di sofferenza, ma è una bella iniezione di fiducia che la squadra si dà e che dà ai suo…
 |  Redazione sport  |  Serie C
Bruno Gasperutti
La Triestina vince la sua seconda partita consecutiva, rimontando ancora una volta nella ripresa il vantaggio dell’avversario.
E’ chiaro che si tratta di una goccia nell’oceano in questo suo campionato che sarà di sofferenza, ma è una bella iniezione di fiducia che la squadra si dà e che dà ai suoi affezionati tifosi, che alla fine hanno applaudito gli alabardati per la loro generosità.
Intanto diciamo subito che è stata una bella partita che ha soddisfatto lo spettatore, tra due squadre che si sono date battaglia soprattutto in un secondo tempo spettacolare, con tante opportunità da rete e delle belle parate dei due portieri. Il primo tempo non era stato altrettanto pirotecnico, era la classica partita di serie C con due squadre che si equivalevano e che controllavano il gioco cercando di non lasciare spazi all’avversario.
La Triestina si è schierata a quattro in difesa inserendo fin dall’inizio tutto il suo potenziale offensivo a disposizione, con due punte e D’Urso trequartista: Marino voleva vincerla, d’altra parte è l’unica maniera possibile per recuperare il pesantissimo handicap.
Dopo un paio di tiri velleitari delle due squadre, la prima palla gol capita sui piedi di Lakti al 15’, ma Matosevic è bravissimo a respingere con il corpo. Questo Lakti nato a Prato ma di origini albanesi, ha fatto tutte le giovanili nella Fiorentina e mi è sembrato un bel motorino del centrocampo veneto, entrando in tutte le principali azioni della sua squadra, la Triestina ha un po’ sofferto la sua verve soprattutto nella prima parte. Nella loro risposta al 20’ gli alabardati perdono una grossa occasione partendo da centrocampo 3 contro 1, ma D’Amore perde il tempo del passaggio a due compagni sui lati e allargandosi alla fine tira dal limite, costringendo Manfrin un bel portierino di 21 anni, ad una bella parata. Un po’ inaspettato al 26’ arriva il gol da un calcio d’angolo, dove i triestini si fanno sorprendere un po’ ingenuamente schiacciati troppo bassi in area, mentre la battuta trova libero al limite Boccia che tira, la deviazione di un difensore trova solissimo il gigante Milillo, che si coordina e in semirovesciata coglie traversa, palo ma poi il pallone termina in rete. L’arbitro annulla per fuorigioco, ma la richiesta Fvs dell’Arzignano, dà giustamente ragione ai vicentini che si trovano così in vantaggio. Al 41’ l’episodio che fa infuriare i 589 spettatori: dopo una carambola il pallone perviene a Faggioli solo davanti al portiere in area piccola, mentre si sta coordinando per tirare, viene spinto alle spalle e crolla a terra, forse troppo platealmente, ma senza necessità perché era solissimo. La signora Bianchi accorre e lo ammonisce per simulazione: in qualsiasi caso eccessiva l’interpretazione. Marino chiama la Fvs e l’arbitro conferma la sua decisione. La Triestina è decisamente sfortunata con le chiamate della Fvs è la quinta volta (e ce ne sarà una sesta nella ripresa) che arriva una decisione sfavorevole alla squadra: rigore con l’Ospitaletto, rigore con il Lumezzane, gol oggi e 3 richieste di rigore dell’Alabarda. Visto dalla tribuna, perché poi gli highlights della gara hanno stranamente trascurato l’episodio, il rigore sembrava nettissimo, ma io sono di parte.
Nella ripresa però la squadra è scesa in campo con un piglio guerresco gettando il cuore oltre l’ostacolo, ed è riuscita nell’intento di ottenere quella vittoria che ha cercato con tutto il suo spirito, molto apprezzato dal pubblico presente. Oltre alle due reti del ritrovato Vertainen, che detto per inciso si è molto giovato dell’apporto del generoso Faggioli moto perpetuo e molto combattivo, la squadra ha battuto il ferro caldo fino ad ottenere quanto si prefissava. Poi nel finale gara si è rivisto l’Arzignano, che è un’ottima squadra che tra l’altro ha vinto a Brescia e il finale è stato di sofferenza con Matosevic principale attore nel bene e nel far correre qualche brivido sulla schiena ai presenti. Tre uscite a vuoto su una delle quali ha rimediato Silvestri sulla riga, ma anche 3 parate salva risultato, una delle quali su una bomba al volo di Minesso al 50’. Proprio una bella partita tra due squadre da play-off che si sono affrontate a viso aperto.
La Triestina schierata a 4 mi è piaciuta meno di quella che avevo visto schierata a 3, perché per me il reparto migliore della squadra, dove abbiamo giocatori con uno spessore maggiore, è il centrocampo e io ne sfrutterei le doti tecniche di palleggio, che poi verrebbero supportate sia dagli esterni che eventualmente da Anzolin schierato nei tre dietro. I nuovi Silvestro, D’Amore e Faggioli, poco da dire sugli altri due visti per un brevissimo scorcio nel finale, non sono male ma ovviamente vanno rivisti. Già detto di Faggioli, Silvestro ha una buona corsa e buona propensione al sacrificio, così D’Amore che sarebbe un esterno, ma che si è ben adattato nel ruolo di centrocampista; ha fatto vedere in un paio di occasioni anche un bel tiro. Ben registrati in difesa con Silvestri che ben conosciamo regista del reparto, in mezzo mi piace tantissimo Jonsson vero regista, onnipresente che si offre sempre in visione per la giocata dei compagni. Di Ionita dico solo che è indispensabile, D’Urso gran palleggiatore che vorrei vedere più incisivo al limite dell’area dove gigioneggia troppo e non tira invece con prontezza. Davanti lode massima per Vertainen, che oltre alla sua solita generosità, in questa occasione ci ha anche messo l’incisività realizzando due reti da rapace: l’Arzignano gli porta bene, già 3 gol quest’anno.
Avviso ai supporters alabardati: non guardate la classifica, il campionato si disputa su 38 giornate e una squadra con 20 punti di penalizzazione è matematico che per trequarti di torneo sarà l’ultima della classe. Bisogna fare dai 60 punti in su, per rientrare nel gruppo e gli 8 punti ottenuti ad oggi ci portano esattamente su quella media, quindi siamo perfettamente in linea, continuiamo così. Continuo ad essere ottimista perchè non costa nulla e fa vivere meglio con meno rabbia in corpo.

BRUNO GASPERUTTI

Parole chiave: Trieste
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