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Triestina-Lecco il giorno dopo, Gasperutti: "Squadra ben messa in campo, bravo il giovane Kosijer"

In uno stadio desolatamente vuoto a ricordare i tempi con Pontrelli sul ponte di comando, la Triestina coglie un pareggio contro il Lecco in una partita povera di spunti, ma giocata con buon ordine e generosità. Il team di Marino ha confermato di essere una discreta squadra, ben messa in campo e d…
 |  Redazione sport  |  Serie C
Bruno Gasperutti durante la gara
In uno stadio desolatamente vuoto a ricordare i tempi con Pontrelli sul ponte di comando, la Triestina coglie un pareggio contro il Lecco in una partita povera di spunti, ma giocata con buon ordine e generosità.
Il team di Marino ha confermato di essere una discreta squadra, ben messa in campo e difficile da domare, con giocatori che in campo si sono guadagnati la pagnotta dando fondo a tutte le loro riserve di energie, tanto che alla fine diversi boccheggiavano.
Però diciamolo, è la squadra che lo scorso anno che sia pur mal allenata stava sul fondo della classifica e che pur spesso, non demeritando, non riusciva a mettere insieme risultati utili.
E’ una squadra che ha dei limiti evidenti, non punge, non dà mai la sensazione di poter segnare e anche in questa occasione ci si augurava di trovare l’episodio per sbloccare la gara, chissà un corner, un mani galeotto reclamato dagli alabardati, con richiamo al FVS della panchina, ma che si è poi rivelato un allarme illusorio.
Le due squadre in campo si sono presentate molto attente a non fare errori sanguinosi in fase d’impostazione o a lasciare varchi e la partita pur essendo scorrevole e tutto sommato piacevole, è mancata di pathos, di quel guizzo che resta in memoria quando poi torni a casa.
Quando assisto alla partita sul mio foglietto di appunti, son solito annotare le occasioni create dalle due squadre e alcune impressioni sullo svolgimento, appunti sparsi qua e là, per rendermi conto a quale gara ho assistito.
Stavolta il mio foglio riportava questo: 14’ pericoloso cross tagliato di Vertainen smanacciato dal portiere in corner. 45’ corner con girata di testa di Kosijer fuori di poco. 63’ corner del Lecco respinto, tiro al volo di Kritta parato da Matosevic che viene ripreso da Battistini e rimesso al centro, dove in scivolata a due passi dalla porta, viene deviato in rete da Ferrini. 70’ D’Urso riceve palla in area da Ionita, si gira, tira e pareggia con il pallone deviato da un difensore. 83’ incursione pericolosa del Lecco sulla destra con cross parato in tuffo da Matosevic. PUNTO.
Non c’è stato un tiro in porta a parte le due reti, non c’è stato nulla di pericoloso e per riempire gli spazi sul taccuino ho dovuto annotare anche i cross che potenzialmente potevano essere insidiosi. Ho avuto la sensazione che le due squadre si temessero e che mirassero di più a portare in salvo la pelle, che rischiare e subire una beffa: la Triestina cercando il palleggio per portare il pallone più vicino all’area avversaria, dove in mancanza di punte, almeno poteva fare densità con i centrocampisti. Il Lecco invece, partendo da lontano dava una sensazione illusoria di essere più veloce e sbrigativo, di cercare di più la verticalità, ma era una impressione dettata dal trovare maggiori spazi in cui affondare e dal fatto che bene o male, i lariani erano provvisti di un centravanti possente come Sipos e da altri uomini offensivi che lo appoggiavano nelle ripartenze.
Nella Triestina tutti i 13 giocatori impiegati hanno offerto una buona prestazione, a me ha sorpreso in particolare la difesa, che lo scorso anno mi sembrava sempre incerta e che invece aiutata dal filtro del centrocampo non ha sbagliato nulla, forse una leggera indecisione nella rete subita, ma da elogiare in toto. Bravo il giovane triestino Kosijer che non si è fatto spaventare dal gigante Sipos e ha diretto con sicurezza e personalità i compagni. Forse a Trieste qualcosa si può ottenere, lavorando sui giovani con strutture adatte e con pazienza, senza far sogni di gloria quando non ci sono le condizioni per poterli fare. E qui si entra in un terreno minato. Quando la Triestina ha pareggiato, è comparso miracolosamente in cielo l’arcobaleno. I nostri avi avrebbero colto il segnale comparso nel cielo, come di buon auspicio per il futuro, chissà che le loro superstizioni non siano prodromi per un futuro migliore?
Fino a ieri mattina la Triestina mi sembrava un paziente moribondo attaccato alla bombola dell’ossigeno, che un maldestro infermiere cercava di mantenere in vita con un disperato accanimento terapeutico. C’era bisogno di una ingente iniezione di contanti solo per consentire alla Triestina di continuare ad esistere. Ora sembra che i liquidi siano arrivati e sembra siano in partenza tanti altri, per ridare una parvenza di normalità ad una gestione che finora è stata più che carente. Si parla di un avvicendamento al vertice con nuovi investitori, io non so nulla di più di quello che leggo sulla stampa, perché dalla Società non filtra nulla e quindi sono in attesa come tutti i tifosi, ma a differenza di tanti che sperano nell’eutanasia terapeutica, io aspetto, voglio vedere, toccare con mano. Troppe volte ci siamo scottati anche con l'acqua fredda e tutti siamo diffidenti ma intanto sembra, e dico sembra, che Ben dia le dimissioni ed è già un buon inizio, poi sarebbe auspicabile che anche Menta facesse un passo indietro; l'ha già fatto lo scorso anno quando ha richiamato Tesser e Delli Carri, chissà che non si ripeta il miracolo?
Questa è la mia squadra, quella che amo da quando sono nato, non avrà il presidente che auspico, purtroppo, ma resta la Triestina, l’unica Triestina e domani quando mi sveglio chissà che non arrivi un altro Biasin o un Berti e in un solo minuto, con un click o un battito di ciglia, non ridiventi nuovamente la Triestina anche per tutti coloro che oggi auspicano tutte le peggiori disgrazie (anche alla squadra) e come è gia successo nel recente passato, non vengano indotti a riavvicinarsi alla nostra vecchia amata Unione? Io opto per l’ottimismo che non costa nulla, ma fa vivere meglio e con meno rabbia in corpo.

BRUNO GASPERUTTI

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Parole chiave: Trieste
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