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Triestina-Alcione il giorno dopo, Gasperutti: "Difesa impenetrabile, Ionita la ciliegina"

Con la vittoria nell’inedita sfida contro l’Alcione Milano (1-0), la Triestina è riuscita a riemergere dalle infide sabbie mobili della zona retrocessione. E’ una vera impresa questa, perché al solo pensare da dove era partita la rincorsa, sembra quasi impossibile che nel giro di 12 partite, la squ…
 |  Redazione sport  |  Serie C
Bruno Gasperutti

Con la vittoria nell’inedita sfida contro l’Alcione Milano (1-0), la Triestina è riuscita a riemergere dalle infide sabbie mobili della zona retrocessione. E’ una vera impresa questa, perché al solo pensare da dove era partita la rincorsa, sembra quasi impossibile che nel giro di 12 partite, la squadra che aveva oramai tutti e due i piedi nel paludoso pantano della serie inferiore, sia riuscita con una serie di 8 vittorie, 2 pareggi e solo 2 sconfitte, a risalire la china.

La partita di ieri pomeriggio era molto delicata, come d’altra parte bisogna dire tutte, per una squadra che sta rincorrendo e che non può permettersi troppi passi falsi. L’Alcione che nella prima parte di stagione era la squadra rivelazione, pur essendo oggi un po’ in calo, era pur sempre compagine ostica da prendere con le molle. La Triestina l’ha addomesticata senza grossi affanni, rischiando zero in difesa e confezionando una serie di ben 7 palle gol, che avrebbero dovuto far trascorrere un pomeriggio del tutto rilassato a squadra e tifosi. Invece i neroalabardati hanno avuto bisogno di un rigore, lo dico subito di quelli che a me non piacciono, per aver ragione dell’avversario e chi non ha assistito alla partita, ma che ama solo commentare il risultato, può ora affermare con ironia: “ma hanno avuto bisogno di un rigore per vincere, che fortuna”. Siccome oggi in Italia si ama di più commentare i risultati magari beffardamente con allusioni, che giudicare le prestazioni che è molto più complesso e richiede una certa conoscenza, per mettere le cose in chiaro voglio ricordare le 7 palle gol, non difficili fallite, che ho annotato sul mio taccuino. In avvio al 10’ una mezza occasione su uno strappo di Ionita che serve Olivieri che perde il tempo. 18’ prima grossa occasione: D’Urso serve il liberissimo Olivieri solo davanti all’ottimo Bacchin, ma il suo tiro è parato dal portiere che si distende in uscita. Poi alcuni tiri da buona posizione di Vertainen e D’Urso e al 47’ Fiordilino serve Olivieri solo davanti al portiere che gli devia il pallonetto, ma contemporaneamente lo travolge con la sua uscita. Nel primo tempo gli arancioni non sono mai arrivati dalle parti di Roos. Ripresa con gli ospiti che cercano di essere più propositivi. 62’ cross lungo che Ionita sul secondo palo indirizza di testa in porta, bella la parata di Bacchin, riprende Ionita di piede e Bacchin ribatte, ancora Olivieri ma il portiere para anche quella conclusione. 64’ contropiede con Vertainen che libera Olivieri davanti alla porta, ma il suo diagonale sfiora il palo. 75’ una bellissima azione della Triestina è ribattuta dalla difesa in affanno, palla a Olivieri liberissimo a 7 metri dalla porta, che stoppa e tira ma sfiora il palo a portiere battuto. 84’ altra bella azione Jonsson tira in diagonale e Udoh spinto non arriva a deviare in area piccola. 92’ Udoh solissimo davanti al portiere si fa deviare il tiro dal portiere con le gambe e dulcis in fundo al 93’ Olivieri in contropiede tira fuori.

E i nostri avversri? Ricordo solo un cross al 47’ che Olivieri sbuccia creando apprensione, perché sfila davanti alla porta senza trovare deviazioni. Allora mi chiedo: ma può una partita del genere finire 1 a 0 e solo su rigore? Purtroppo i nostri neroalabardati si sono rivelati una volta di più spreconi in zona gol, ma attenzione che non sempre si riesce a portare a casa il risultato, perché a volte, vedi Trento all’andata e Lecco al ritorno, si viene puniti e beffati. Però detto ciò, devo dire che la Triestina mi è piaciuta e molto.

Nel primo tempo ha approcciato controllando il gioco sbrigativo ma poco incisivo dei milanesi, che sono anche una buona squadra, ma senza attacco e che può mirare al massimo ad una tranquilla salvezza, nulla di più. La Triestina è poi cresciuta cammin facendo e ha approfittato degli avversari che avevano cercato di pressare più alti, per far valere la grande superiorità tecnica, che prima non era così palese. L’Alabarda è diventata impenetrabile in difesa e da lì parte la nuova solidità acquisita dalla squadra, che ha potuto inanellare una serie di risultati positivi.

Il nostro portiere dopo Vercelli ha potuto anche oggi passare un pomeriggio in tutta tranquillità senza subire un solo tiro verso la sua porta. La difesa è oggi assestata, sia come singoli che come reparto, si muove benissimo coperta da un centrocampo che commette pochissimi errori e anche quando perde qualche pedina importante come Balcot e Silvestri, i subentranti sanno perfettamente quale sia il loro compito. Qui vorrei sottolineare l’utilità e l’umiltà di Jonsson, per me una rivelazione che avevo un po’ sottovalutato, abilissimo a calarsi nelle molteplici vesti in cui viene impiegato: difensore di fascia, centrocampista e trequartista. Il centrocampo che a Vercelli non mi era piaciuto, con il rientro di Correia (e dici poco), ha nuovamente dominato il campo e devo dire che quello dei nostri avversari era il loro reparto migliore. Anche qui vorrei spendere un pensierino per Ionita, che è stato la ciliegina sulla torta e non è un caso che dal suo arrivo, la Triestina ha sempre vinto ma soprattutto subito poco o nulla. E’ onnipresente, bravo a coprire la sua zona, forte nei contrasti e di testa, corre tantissimo e cosa non trascurabile, sostiene sempre le azioni d’attacco arrivando in area a rimorchio, da qui le due reti realizzate che sono valse 6 punti. Mi aspetto qualcosa di più da D’Urso che vorrei rivedere sullo standard dello scorso anno, mentre Cortinovis è ancora da scoprire, ma è bello, elegante nel suo incedere e nel tocco, ma non avevo dubbi perché fugacemente lo avevo visto giocare da capitano nella primavera atalantina e la scuola bergamasca non è banale. Dagli attaccanti che oggi hanno avuto molte opportunità, dobbiamo ricevere un contributo maggiore; si battono tutti generosamente coprendo tutto l’arco del fronte offensivo, ma ancora manca la concretezza. Non si può avere tutto, ma in certe partite, magari di spareggio con squadre che rispondono con egual moneta alle tue offensive, certi sprechi possono risultare pericolosi e una grande squadra per la categoria ovviamente, è veramente tale quando riesce ad essere pragmatica, sfruttando anche il nulla che gli altri concedono.

Speriamo che gli infortunati si riprendano al più presto, cominciano ad essere parecchi: Germano, Strizzolo, Silvestri e Balcot; in questa fase abbiamo bisogno di tutti per completare il miracolo sportivo.

Sabato andiamo a Verona, sul campetto parrocchiale dove anche il Padova ha pagato dazio, contro la squadra più in forma del campionato con le sue 5 vittorie consecutive, una squadra che gioca libera di mente perché non ha nulla da dimostrare e che tutto quello che ottiene è oro colato per la sua tifoseria. A Trieste si respira ora aria di grande fiducia, si mira più in alto e giustamente perché bisogna sempre aspirare al massimo, ma comunque prima di tutto va consolidata questa posizione raggiunta e poi nelle 10 gare mancanti, mantenendo questo stato di forma, possiamo toglierci ancora qualche soddisfazione. Forza Unione.

BRUNO GASPERUTTI

 

Parole chiave: Trieste
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