Novara-Triestina 2-3, Gasperutti: "Confortanti segnali di continuità, centrocampo con pochi rivali in categoria"
«Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova». E’ proprio vero, il vento è cambiato e in tutti i sensi: ancora un rigore a sbloccare la partita, poi al 93’ quando stavamo già imprecando alla grande occasione sciupata, ecco in pieno recupero la zampata di…
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Bruno Gasperutti
«Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova». E’ proprio vero, il vento è cambiato e in tutti i sensi: ancora un rigore a sbloccare la partita, poi al 93’ quando stavamo già imprecando alla grande occasione sciupata, ecco in pieno recupero la zampata di El Azrak.
Complessivamente la Triestina ha giocato ancora una volta una buona partita, mostrando confortanti segnali di continuità, tenendo il campo con grande autorità e mettendo in soggezione un buon Novara, che sul suo terreno di gioco si era sempre fatto rispettare.
L’Alabarda comandava il gioco e il Novara aspettava nella sua metàcampo, cercando di ripartire quando ne aveva l’occasione, molto poche a dire il vero. Il suo uomo di punta, il possente canadese Ongaro 1,96 di altezza, veniva sacrificato dal suo allenatore nella guardia di Correia, che però non ne veniva limitato e quindi gli azzurri non avevano tante frecce nella loro faretra, anche se il guizzante e velocissimo Agyemang ha messo un paio di volte in difficoltà Germano che però è stato bravo a limitarlo.
Dobbiamo anche dire che al grande volume di gioco alabardato che non trovava sbocchi, gli azzurri avevano risposto con due grandi occasioni da rete, sicuramente le più clamorose e Ross ci aveva tenuti in vita con due grandi interventi.
Era una partita aperta, incerta, anche se la Triestina si faceva preferire, perché il nostro centrocampo in questa categoria ha pochi rivali e oggi ancora meno, visto che finalmente i nostri sono vicini ad una condizione ottimale.
Si arrivava al 55’ e la partita aveva la sua svolta decisiva: corner per il Novara, ma è la Triestina che riparte in contropiede dalla nostra area con Vallocchia, palla a Vertainen che in verticale la offre a D’Urso, imbucata per Frare che aveva seguito l’azione e si era inserito in piena area, ma che veniva steso da Lorenzini davanti alla porta. Era rigore con espulsione di Lorenzini; una bellissima azione tutta in verticale che sembrava decisamente fare da spartiacque ad una partita piuttosto bloccata. Il Novara a questo punto si è un po’ innervosito ma ha reagito con orgoglio e rabbia. La Triestina sembrava in controllo, era più tranquilla e palleggiava sempre bene, però è proprio in questo frangente che a mio avviso è un po’ mancata l’autorevolezza che solo una classifica migliore può dare e che purtroppo essendo ancora precaria, impone sempre l’obbligo di ottenere il massimo in ogni gara. Una punizione di Basso dai 25 metri sotto l’incrocio e la partita veniva riequilibrata e sinceramente a quel punto, il pareggio sembrava giusto anche se c’era da mordersi le mani …. ma fino ai gomiti!!!
La Triestina di due settimane fa sicuramente non l’avrebbe più raddrizzata, invece questa nuova edizione presentata da Tesser è fatta di un’altra pasta, lo si vede dalle piccole cose, non si è abbattuta e ha ripreso a macinare gioco. 73’ sono passati solo 4’ e El Azrak è partito caparbiamente sulla destra, ha ripulito un pallone scambiandolo con Correia che glielo ha restituito con un sontuoso colpo di tacco che lo ha liberato, tiro-cross velenoso quasi dal fondo e sulla respinta del portiere in tuffo, si è avventato Olivieri che ha ribattuto caparbiamente due volte in gol.
Altra notazione che bisogna fare, fino a due settimane fa, l’area di rigore avversaria sembrava essere una prateria incontaminata dall’uomo, oggi invece gli alabardati la calpestano e vi si avventano in tanti e ne vengono premiati, in questa occasione come poi nel gol finale.
Ancora una volta la Triestina è sembrata tirare il fiato convinta che il più fosse stato fatto, mentre gli orgogliosi piemontesi schiumanti rabbia, si sono nuovamente ripresentati dalle parti di Ross pur essendo in 10. 76’ una Triestina molle nell’affrontare l’avversario, lo lascia manovrare sui 30 metri attorno all’area aspettandolo; un lungo cambio di fronte pesca sulla destra Ghiringhelli che crossa e al centro il guizzante Agyemang anticipa tutti segnando una bella rete.
Ancora una volta raggiunta, la Triestina ha mostrato una forza morale francamente non presumibile e ha ripreso a macinare gioco. Ovviamente gli alabardati non sono improvvisamente diventati il Real Madrid e i loro difetti offensivi ci sono e non sono scomparsi, ma sia una condizione migliore che l’ingresso di due uomini dallo spunto secco come El Azrak e Kyine, davano la speranza che la partita non fosse ancora segnata. Infatti ecco al 93’ una palla manovrata sulla sinistra da Kyine che alla fine crossa in area, sul pallone si avventa Olivieri che fa un meraviglioso velo lasciandolo passare e dietro come un falco arriva El Azrak che chiude in rete.
Che dire, sembra veramente un’altra Triestina, tutti bravi, tutti da elogiare, tutti concentrati nel perseguire fino in fondo il massimo risultato. Voglio però ora, nel momento di maggior euforia, far presente che il cammino è ancora molto lungo e che nulla è stato fatto. Nel quarto d’ora finale con la Triestina che attaccava, ho visto le difficoltà a cui andranno incontro gli alabardati in un prossimo futuro: squadre arroccate dedite a perdite di tempo fastidiose, che non devono disunire né innervosire; ci sarà bisogno di tranquillità ambientale e consapevolezza nei propri mezzi, che questi ultimi exploit avranno sicuramente accresciuto. Piedi per terra e mente rivolta sempre al prossimo avversario, per quello che sarà sicuramente l’incontro più difficile. Ora sotto con l’Arzignano, una squadra che in questo momento sta bene…. ma noi ora stiamo meglio. Forza Unione.
BRUNO GASPERUTTI
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