Il calcio a Trieste, Bruno Gasperutti racconta la stagione appena conclusa

Sulla scia dei libri pubblicati da Bruno Gasperutti e Massimo Umek sul calcio a Trieste, dalle origini ai giorni nostri, di seguito un aggiornamento riguardante la stagione appena conclusa.
2025-26 – E’ questa la terza stagione di presidenza per Ben Rosenweig ed è un anno vissuto sul filo del rasoio fin dall’inizio, riguardo al futuro della stessa Società che resterà ancora un punto di domanda fino alla fine, non essendo ancora stati risolti tutti i dubbi sulla gestione. Fin dall’epilogo della stagione precedente conclusa a maggio con una risicata salvezza ottenuta sul campo, il cammino della Triestina è stato poi tutto uno stillicidio di mancati pagamenti e penalizzazioni, ascrivibili alla disastrosa gestione Rosenzweig – Menta, con riflessi devastanti: incertezza sull’iscrizione, il blocco del mercato e un raduno rinviato più volte e concretizzatosi soltanto il 5 agosto a undici giorni dalla prima partita ufficiale, con una rosa sulla carta improbabile, completata poi alla bell'e meglio solo nell'ultimo giorno di trattative con qualche svincolato. I mancati pagamenti parziali o totali, sono diventati modus operandi abituali e le sanzioni si sono accumulate in maniera drammatica. Penalizzazioni a singhiozzo che dai 7 punti solo per cominciare, salgono nel corso della stagione fino a 24 con una società assente. La squadra tuttavia ben guidata in maniera anche sorprendente da Geppino Marino, fa sempre appieno il suo dovere rendendo più del previsto e dà prova di valere ben più della desolante classifica: probabilmente se non ci fosse stata tutta una serie di episodi sistematicamente giudicati in modo sfavorevole, avrebbe anche potuto competere e recuperare il gravoso handicap di partenza. lntanto in società Ben Rosenzweig si dimette e arriva Tom Zelenovic che nel ruolo di presidente, in pratica si occupa soltanto di sistemare il quadro dirigenziale tagliando i vertici dirigenziali da Alex Menta a Sebastiano Stella. Dura pochissimo fino a quando finalmente si palesano i nuovi amministratori con Adam Rothstein (formalmente senza un ruolo operativo ma investitore di punta in Lbk), Marco Margiotta (in rappresentanza di House of Doge, sponsor e finanziatore) e il nuovo amministratore delegato Piero Zangarini. Anche la squadra subisce un contraccolpo e Marino dopo 10 partite in cui aveva totalizzato 13 punti, viene avvicendato da Attilio Tesser, gradito ritorno per i tifosi, ma che sul piano pratico non produce effetti positivi. La squadra è competitiva per ottenere magari una salvezza sul campo ovviamente senza una penalizzazione così pesante e ci sarebbe bisogno di un robusto intervento a gennaio, per provare la quasi impossibile scalata per raggiungere almeno i play-out. Purtroppo l’inizio del girone di ritorno si rivela decisivo in senso negativo: la squadra subisce 3 sconfitte consecutive che fanno svanire le ultime speranze e provocano un nuovo avvicendamento sulla panchina alabardata con l’esonero di Attilio Tesser e il ritorno di Marino. La squadra ha qualche sussulto, perché l’orgoglio e la determinazione non viene mai a mancare nel gruppo, ma la sorte è segnata anche perché nel frattempo sul mercato di gennaio, la società provvede a monetizzare con la cessione dei giocatori che avrebbe perso senza trarne alcuno beneficio in caso di retrocessione a fine anno. Si conclude così con la retrocessione tra i dilettanti, una stagione che probabilmente verrà ricordata come una delle più orribili degli ultimi anni, da appaiare comunque a diverse altre perché a Trieste non ci siamo mai fatti mancare nulla.
Purtroppo questa annata per lo sport triestino non è stata foriera di notizie positive, perché anche il basket ugualmente di proprietà americana, ha vissuto la sua ultima stagione in acque turbolente con un finale ancora da scrivere e che con ogni probabilità vedrà un avvicendamento ai vertici, con l’arrivo di una nuova proprietà tutta da valutare. Ripercorriamo ora ciò che è accaduto nel calcio di casa nostra tra i dilettanti.
Serie D Il S.Luigi conquistata la promozione, disputa per la seconda volta nella sua storia un campionato interregionale da cui era stato arbitrariamente estromesso al termine della stagione 2019/20, interrotta a causa del Covid con una delibera federale discutibile, nonostante ci fossero ancora 10 giornate da disputare e non permettendo al S.Luigi penultimo, di potersi giocare le proprie carte sul campo. La squadra biancoverde inizia il campionato in maniera più che soddisfacente, dimostrando che l’organico allestito è competitivo e in grado di reggere la nuova categoria; l’obiettivo è quello di raggiungere la salvezza magari evitando i play-out. Però una serie di infortuni indebolisce soprattutto il reparto arretrato e nel finale del girone di andata la squadra ha qualche battuta a vuoto, che la fa precipitare in zona pericolosa. Ad inizio del girone di ritorno le cose però si rimettono nel migliore dei modi e con una serie di risultati positivi la squadra si risolleva, purtroppo quando tutto sembra procedere per il meglio s’inceppa. Nelle ultime 9 partite ottiene soltanto 3 punti che la costringe a dover disputare uno spareggio in gara secca contro l’Obermais, per stabilire la squadra che successivamente avrebbe dovuto giocarsi contro il Vigasio il play-out retrocessione. All’ultima giornata di campionato, i biancoverdi di Max Pocecco avevano anche avuta la ghiotta occasione sul loro campo per condannare i rivali, ma sono stati bloccati sul pareggio 1-1, che con il regolamento in vigore fino all’anno prima, sarebbe stato sufficiente a raggiungere l’obiettivo, ma che invece con la modifica apportata in seguito, ha costretto la squadra ad un ulteriore spareggio in campo neutro sempre contro l’Obermais. La partita viene disputata a S.Martino di Lupari e purtroppo dà un esito negativo, con la formazione del pres.Peruzzo che deve nuovamente dare l’addio alla categoria con l’amaro in bocca, ma la solida base di partenza di una società sempre attenta e oculata, che è una garanzia per il futuro di riprovarci.
Nell’Eccellenza regionale tre sono le formazioni locali. Molto buona l’annata del Muggia 1967, che parte con l’ambizione di disputare un campionato ai vertici, grazie ad una campagna di rafforzamento che porta sul litorale oltre al bomber Gianluca Ciriello, diversi altri giocatori di indubbia capacità. Una partenza a rilento, toglie la squadra dalle primissime posizioni, ma una volta trovato l’amalgama giusto il Muggia si riprende conquistando un 4° posto finale a ridosso alle tre squadre che fino all’ultima giornata si sono giocate la promozione. Da segnalare la performance di Ciriello capocannoniere del girone con 23 reti. Anche il Kras disputa complessivamente una buona stagione, non riesce mai ad agganciare il treno che porta alle primissime della classe mancando sempre del guizzo necessario, ma il 6° posto finale è soddisfacente con l’ambizione di riprovarci in futuro. Negativa invece la stagione del ChiarbolaPonziana: la squadra biancoazzurra in estate è vittima di un terremoto dirigenziale che la mette a soqquadro. Oltre a perdere dei personaggi dirigenziali storici, perde la gran parte dei titolari della stagione passata e il nuovo D.S.Lorenzo Stefani deve attivarsi sul mercato per formare la rosa per la nuova stagione. La squadra risulta notevolmente ringiovanita e fin dalle prime battute appare arduo il compito di Musolino, per salvare la categoria. La prima vittoria arriva soltanto all’ultima giornata di andata e quando nel girone di ritorno le squadre che sembravano alla portata cominciano a correre, la sorte appare segnata e la retrocessione inevitabile.
Il campionato di Promozione, che si presenta nel nuovo formato a girone unico, vede partecipare due formazioni triestine; ovviamente risulta molto più competitivo e per le due squadre locali fin dall’inizio risulta evidente che dovranno lottare fino all’ultima giornata per sfuggire alla zona pericolosa. Il Trieste Victory Academy affidato al tecnico isontino Cristian Terpin dall’indubbia esperienza, trova qualche difficoltà in avvio, ma nel periodo tra fine andata e prime giornate del ritorno, inanella una serie di vittorie consecutive che lo toglie fuori da ogni rischio. Il finale è nuovamente in sordina, ma la salvezza è raggiunta con l’11° posto finale. Più sofferta invece la salvezza del Sistiana Sesljan che inizia decisamente male e sostituisce il tecnico Simone Motta con Fabrizio Sestan. Maniago e Ol3 si staccano sul fondo e la loro classifica risulta ben presto irremediabilmente compromessa, ma i delfini pur protagonisti di un buon finale di stagione, non sono in grado di agganciare la salvezza diretta, tuttavia con le tre vittorie finali consecutive riesce a superare la Pro Aviano e raggiungere la 14° posizione, che le permette di giocarsi la salvezza sul proprio campo al play-out proprio contro i pordenonesi e li sconfigge nel confronto decisivo 3 – 1, raggiungendo l’obiettivo.
Ben più nutrita la rappresentanza delle nostre formazioni nella Prima Categoria, che nel nuovo format va a disputarsi su tre gironi da 14 formazioni ciascuno. Un numero così ridotto di formazioni partecipanti e il meccanismo che a fine stagione prevede l’effettuazione dei play-off promozione e rispettivamente dei play-out, comporta una bagarre fin dalle prime battute, per non restare impelagato in posizioni pericolose o per restare agganciato al treno che porta alla promozione. Il S.Andrea S.Vito si presenta ai nastri di partenza con una formazione notevolmente rinforzata che sulla carta si candida alla promozione. L’avvio non è dei migliori, la squadra rinnovata deve trovare i giusti equilibri, ma cammin facendo si riprende rimanendo agganciata al ritmo imposto dalla Maranese, squadra attrezzata e rinforzatasi notevolmente, che sembra non aver rivali e del Ronchi. Alla fine la spunta la Maranese, ma la squadra di Tropea conquista la seconda piazza ad un solo punto dai rivali e si gioca la promozione ai play-off contro il Ronchi e non manca l’opportunità sconfiggendolo sul terreno amico 2-1. Buono il comportamento anche del S.Giovanni e del Domio rispettivamente 6° e 7° a fine stagione. I rossoneri allenati da Stefano Caiffa, disputano un campionato sempre a ridosso delle prime posizioni ma senza riuscire mai ad inserirsi nella lotta per i primi posti. Pur disponendo di una linea avanzata di prim’ordine con i cannonieri Lapaine e Sabadin che contribuiscono alla realizzazione di 63 reti miglior performance del girone, devono rimandare le loro aspirazioni al salto di categoria a tempi migliori. Anche il Domio di Marco Luiso alla fine può considerare soddisfacente il suo campionato; dopo una partenza incerta, trova il passo giusto e dalle posizioni pericolose in cui si era trovato a fine del girone di andata, nel ritorno con una serie di risultati positivi si trae dalla zona pericolosa concludendo la stagione senza affanni con un ampio margine sulle pericolanti. Sofferto invece il campionato dell’Opicina che dopo una partenza sufficiente, a causa di una serie di risultati negativi nel girone discendente, viene a trovarsi invischiato nelle zone paludose. Lorenzo Cernuta viene avvicendato sulla panchina dall’ex-alabardato Nicola Princivalli che pur con qualche affanno finale riesce ad ottenere quel 10° posto utile alla formazione gialloblù, per giocarsi le sue carte nel play-out in casa contro il Sovodnje. Anche questa sfida è estremamente equilibrata con le due squadre ancora sullo 0-0 alla fine dei tempi regolamentarti. Sono allora necessari i tempi supplementari: dopo 3’ il Sovodnje va in rete ed è allora necessaria una prodezza di Matteo Mujesan (45 anni e non sentirli) per rimettere le cose a posto per l’1-1 finale; così con il pareggio, l’Opicina può festeggiare una salvezza molto sofferta. Male invece il Costalunga che dopo la trionfale stagione conclusa da imbattuta con la promozione in Prima Categoria e la vittoria in Coppa Regione, si riteneva in grado se non di ripetere l’eccellente annata, almeno di essere competitiva e di mantenere la categoria per poi rilanciarsi. Invece complice anche il meccanismo delle retrocessioni, decisamente troppo penalizzante con 4 squadre da condannare su 14, la brutta partenza ha immediatamente condizionato in maniera negativa tutto il suo campionato e non è più riuscita a risollevarsi. A fine andata si era ritrovata al penultimo posto e nonostante un girone di ritorno tutto sommato sufficiente, non è riuscita a sfuggire al rischio dei play-out, che a causa dell’inopinata sconfitta casalinga all’ultima di campionato proprio contro la diretta rivale del Sovodnje, ha dovuto affrontare lo spareggio decisivo in trasferta. Purtroppo per i gialloneri di Maurizio Sciarrone la stagione è finita com’era iniziata e nel play-out ha ceduto pesantemente sul campo de La Fortezza di Gradisca dopo i tempi supplementari per 4-1.
Nella Seconda Categoria l’unica squadra a disputare una stagione positiva è la Roianese. La partenza dei bianconeri è bruciante con una serie di vittorie che fa sperare in una stagione trionfale. Alla fine del girone di andata però, le migliori formazioni del girone si agganciano al treno imposto dalla squadra di Bagattin che pur proseguendo nel suo cammino più che soddisfacente, a causa di qualche pareggio di troppo lentamente si stacca dall’UFI e il S.Pier Isonzo ottenendo un 3° posto a 9 punti dalle due battistrada, rinviando ogni ambizione di promozione. Per tutte le altre tre formazioni locali, è invece una annata tribolata. Il CGS disputa tutta la stagione sul filo del rasoio leggermente al di sopra della zona pericolosa e riesce a mantenere la categoria con l’8° posto, nonostante un finale poco brillante con cambio di guida tecnica e il DS.Roberto Gaeta in panchina. Dallo Zarja forte di una rosa di tutto rispetto, che in partenza dava adito di poter avere altri obiettivi, ci si aspettava qualcosa di più. Dopo una partenza negativa dà immediatamente l’addio ad ogni ambizione e qualcosa viene a mancare nella compattezza e nelle aspettative della vigilia. Ben tre allenatori si avvicendano sulla panchina della squadra di Basovizza, dapprima Loris Cherin, poi Jacopo Nonis e infine Zobec, ma solo alla penultima giornata dopo lo scontro vinto contro il Mossa, ottiene la certezza matematica della salvezza. Per l’ultima nostra formazione della categoria le Campanelle, la stagione inizia con una buona nuova: l’inaugurazione del suo nuovo terreno di gioco intitolato al compianto Maurizio Visintin, ma alle buone notizie sulla nuova infrastruttura non viene dato seguito con le prestazioni sul terreno di gioco, dove la squadra non riesce mai a trovare il guizzo necessario per districarsi dalle ultime posizioni. Fortunatamente Mariano e Moraro fanno ancora peggio, anche se quest’ultima con un buon finale di campionato riesce ad avvicinare la squadra biancoceleste che solo all’ultima giornata ha la certezza di potersi giocare il play-out, seppure in trasferta contro l’Audax Sanrocchese. Nello spareggio di Gorizia la squadra di Roberto Masala che nel frattempo aveva avvicendato alla guida Giuffrè, riesce a compiere il miracolo e sconfigge i rivali 2-1 guadagnandosi meritatamente la salvezza con una prestazione volitiva.
Dalla Terza Categoria infine, arriva una buona notizia con la promozione del Vesna, giunta però solo dopo un finale di stagione rocambolesco, attraverso i play-out nel derby carsico contro il Pro-Secco Primorje. Il Vesna sulla carta era partito per tentare la risalita: infatti una formazione dal passato prestigioso come quella di Santa Croce non ha nulla a che vedere con l’ultima categoria dilettanti e inserirla tra le favorite della vigilia era doveroso. Tuttavia sulla sua strada si sono via via palesate l’ISM Gradisca che aveva costruito una vera e propria corazzata e un’altra formazione isontina dal passato illustre come il Pieris. Il Vesna affidato a Fabio Jurincich, però era stato attrezzato a dovere e dopo un inizio un po’ incerto con 3 sconfitte nelle prime 10 giornate, non perde più fino all’ultima infausta giornata di campionato in cui si è visto sfuggire la promozione diretta perdendo a Monfalcone contro l’Aris 2-1. Il Vesna aveva condotto un lungo inseguimento all’ISM Gradisca che sembrava lanciatissima e senza rivali, ma a 4 giornate dalla fine quando i gradiscani sono stati sconfitti dal Pro-Secco Primorje, i “plavi” avevano operato il sorpasso che sembrava decisivo. Costretto al play-off dall’inaspettata sconfitta contro l’Aris proprio all’ultimo ostacolo, supera il Pro-Secco Primorje giunto al 3° posto per 2-0, sul suo terreno davanti a 450 tifosi sempre appassionati e fedeli, un pubblico eccezionale per la categoria. Ora la formazione di Santa Croce aspetta fiduciosa l’ufficialità della promozione essendo la prima squadra in graduatoria per beneficiare al salto di categoria, che sembra scontata. Ottimo anche il campionato del Pro-Secco Primorje allenato da Lorenzo Biasin che forse un po’ a sorpresa, riesce a precedere squadre più blasonate e accreditate alla vigilia. Dopo aver concluso il girone di andata al 4° posto ma a distanza dalla battistrada UFI, inanella una serie di 9 vittorie consecutive che lo porta a ridosso delle prime. Raggiunto il play-off, deve poi lasciare campo come accennato al fortissimo Vesna. Il Primorje partito con altre ambizioni dopo un girone di andata tutto sommato in linea con le aspettative concluso al 4° posto a due soli punti dal Vesna 2° in classifica, disputa un girone di ritorno deludente concludendo 6°, ma a distanza notevole dalle prime. Mai in lotta per posizioni importanti le ultime tre nostre rappresentanti: il Muggia Under 21 che giunge 8°, il Primorec 9° e il Domio B che conclude penultimo al 12° posto.
BRUNO GASPERUTTI
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