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Triestina nel caos: garanzie false per il "Rocco", le Fiamme Gialle blindano la sede

La Guardia di Finanza di Trieste è tornata in azione nella mattinata di venerdì 5 giugno presso la sede dell'Unione Sportiva Triestina Calcio 1918, in piazzale Atleti Azzurri d'Italia, per dare esecuzione a un nuovo decreto di perquisizione disposto dalla Procura della Repubblica. Questo nuovo blit…
 |  Redazione sport  |  Calcio

La Guardia di Finanza di Trieste è tornata in azione nella mattinata di venerdì 5 giugno presso la sede dell'Unione Sportiva Triestina Calcio 1918, in piazzale Atleti Azzurri d'Italia, per dare esecuzione a un nuovo decreto di perquisizione disposto dalla Procura della Repubblica. Questo nuovo blitz aggiunge un tassello del tutto inedito e delicato all'inchiesta giudiziaria che sta scuotendo il club alabardato dall'inizio dell'anno. Al centro degli accertamenti odierni dei militari delle Fiamme Gialle ci sarebbe un filone investigativo legato a una presunta truffa ai danni del Comune di Trieste, riguardante la validità di alcune garanzie finanziarie.

Secondo quanto emerso, la società avrebbe presentato nelle scorse settimane due fideiussioni, emesse da istituti di credito esteri per un valore complessivo di circa 730 mila euro, destinate a coprire i debiti accumulati con l'amministrazione comunale per i canoni arretrati e la manutenzione dello stadio Nereo Rocco, la cui concessione è attualmente scaduta. A far scattare i controlli e la successiva segnalazione alla magistratura sono stati gli stessi uffici municipali, che nel verificare la documentazione hanno riscontrato anomalie tali da far ipotizzare che i titoli presentati fossero privi di una reale copertura finanziaria.

Questa nuova accelerazione delle indagini arriva a sorpresa a quarantott'ore di distanza dalla conferenza stampa ufficiale tenutasi proprio allo stadio Rocco, durante la quale il vicepresidente Marco Margiotta e il neo-nominato direttore generale Giuseppe D'Aniello avevano illustrato un piano di risanamento societario, ribadendo la ferma intenzione della nuova dirigenza di collaborare con le autorità per fare chiarezza sulle passate gestioni. La perquisizione e il sequestro di documenti odierni si innestano su un'indagine ben più vasta, avviata a febbraio, che vede quindici ex amministratori della società del fondo statunitense Lbk Triestina Holdings indagati a vario titolo per reati gravissimi quali riciclaggio, falso in bilancio e reati tributari, con un focus su flussi finanziari sospetti stimati in decine di milioni di euro.

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