Il Ruggito del Leone, Ramsey abbatte Tenerife: "Il girone del sogno perduto"
Finisce l'avventura in BCL della Pallacanestro Trieste nonostante la vittoria nell'ultimo turno contro Tenerife (82 a 76). Certo che era un match ininfluente per la classifica del gironcino, ma a nessuno piace perdere, soprattutto quando sei superiore all'avversario. E invece questa vittoria "vera"…
| Redazione sport | Basket

Vittorio Leone durante la gara
Finisce l'avventura in BCL della Pallacanestro Trieste nonostante la vittoria nell'ultimo turno contro Tenerife (82 a 76). Certo che era un match ininfluente per la classifica del gironcino, ma a nessuno piace perdere, soprattutto quando sei superiore all'avversario. E invece questa vittoria "vera" e di prestigio mi fa venire in mente Fabrizio De Andrè che, parafrasando un suo celebre pezzo, leggo come "la partita del sogno perduto".
C'è rammarico e tanto e anche rabbia (o dispiacere se preferite) per l'andamento della nostra squadra nel girone. Si stava per vincere a Tenerife (quando non ha giocato Ramsey) e la perdiamo solo nel finale, prima vinciamo di autorità a Gran Canaria. Alla terza tornata perdiamo inusitatamente in casa con Nimburk seguita dalla disfatta interna contro Gran Canaria che ha segnato la fine di coach Gonzalez, esonerato dopo la significativa e debordante vittoria con Napoli, con i giocatori che già sapevano. Poi il ko di Praga.
Detto ciò grande partita con i canarini di Tenerife. Certo che con le assenze e le rotazioni ridotte è più facile gestire i cambi e la gara stessa, ma si è vista un'altra squadra, che dopo la follia di Reggio Emilia (peraltro per me figlia delle notizie sul futuro societario) ha ingranato la marcia giusta. Trasformata in difesa (9 rimbalzi difensivi in più rispetto a Trento e 11 in più contro Tenerife figli del redivivo e dimenticato tagliafuori), ha stretto le maglie anche giocando con mani addosso e con azzeccati cambi difensivi.
Tutto merito di Taccetti, a cui auguro una lunga permanenza a Trieste, anche come head coach.
Poi come sempre i responsi nel basket li danno i numeri. Trieste tira 15 volte in meno di Tenerife e realizza lo steso numero di canestri dei canarini (51% contro 40% dal campo), tirano finalmente poco e male da tre punti e invece molto e bene da due (61%). 39 tiri da due (più altri non conclusi per i falli degli spagnoli) e 18 tiri da tre rende giustizia al gioco della pallacanestro.
Primo tempo in perfetta parità, poi solito inizio complicato del terzo quarto (2 a 9 in 2') con il gap di 7 punti portato fino all'intervallo breve per poi ristabilire la parità con un parziale di 8 a 2 in 3' e da qui si è alzata la bora nelle sembianze di Ramsey che gioca da solo e produce 19 punti nell'ultimo periodo. Lui ha doti uniche con un primo passo fulminante e quindi la sua missione è penetrare, che provi a dimenticarsi il tiro da lontano (9 su 15 da due e 1 su 6 da tre, 10 su 12 ai tiri liberi i cui 8 su 10 nel solo ultimo quarto). Devastante, da clonare visto che difficilmente lo rivedremo a settembre.
Bene il nuovo innesto Bannan, 28 minuti con 10 rimbalzi, 3 su 7 al tiro e tante giocate intelligenti e lucide nonostante il jet-lag, che dall'Australia è tostissimo.
Uthoff stavolta ha giocato solo 17 minuti causa la presenza di Bannan, ha tirato poco ma con l'80%. Sissoko (cresciuto nel finale, tira poco ma 9 rimbalzi) e soprattutto Candussi sono sembrati un po' spaesati e meno male che con Tenerife non c'era il lungo Shermadini.
E poi i tre splendidi ragazzi italiani. Ruzzier bene e finalmente ha giocato 26 minuti potendo quindi riposare.
Deangeli eroico, come sempre pieno di voglia e con buoni dividendi (ben 33' sul parquet con 5 su 7 dal campo). Sono lontani i tempi di N.E. con Christian e i pochi minuti concessi da Gonzalez.
E poi il mio pallino da settembre: Pietro Iannuzzi, N.E. con Gonzalez, in crescita esponenziale con Taccetti. Certo non c'erano né Brown né Toscano e quindi ha avuto più spazio, ma la performance mostrata dal ragazzo in quasi 22' è esemplare. 3 su 6 al tiro, 2 su 2 ai liberi e 0 palle perse con una difesa asfissiante (a volte troppo, alla fine saranno 4 i falli commessi) e un attacco diligente e ordinato. In più è dotato di un gran bel fisico per cui mi auguro che si innamori di Trieste e resti a lungo in squadra con noi.
Domenica arriva la Reyer Venezia, la miglior avversaria possibile per certificare la solidità e la competitività di questa Pallacanestro Trieste "ridotta" (non dimentichiamoci che ne mancano 4 di cui 3 titolari di prima fascia) e per vedere all'opera coach Taccetti in un piccolo esame di maturità.
VITTORIO LEONE
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