Il Ruggito del Leone, riflessioni dopo Trento: "Una sconfitta che scotta e interroga"
Per analizzare, capire, commentare, radiografare, usate il verbo che preferite, la partita tra Aquila Trento e Pallacanestro Trieste servirebbe una batteria di lettini presso uno psicanalista su cui far accomodare in primis coach Gonzalez, seguito da tutti i giocatori entrati in campo e dulcis in fundo il GM Mike Arcieri. E forse non basterebbe nemmeno questa terapia.
Gonzalez in conferenza stampa si esprime in modo e maniera da aver visto un'altra partita. Ma è possibile che un coach di una certa levatura (forse) non possa o riesca a dire "abbiamo gettato nel water una vittoria costruita con buon gioco e volontà a causa di un ultimo quarto dove non si è più giocato: mi prendo le mie responsabilità e i giocatori si prendano le loro".
No, questo non si può dire. Che tristezza. Arcieri (distavo da lui pochi metri), ha seguito la gara con la medesima espressione senza alcuna reazione o sussulto, magari ci sta ma mi auguro che reazioni e strepiti si siano fatti sentire in spogliatoio altrimenti ci aspetta un proseguio di campionato tipo orto di Getsemani.
I giocatori tutti mi piacerebbe che si esprimessero su cosa ha fatto spegnere la luce, l'energia, la voglia, le idee, la lucidità e la tenuta mentale.
Abbiamo perso 4 delle ultime 5 partite contro squadre più scarse di noialtri (anche se io considero persa anche quella con Reggio Emilia fatto salvi i due punti).
Siamo dodicesimi in graduatoria e in una situazione psicofisica deprimente e depressa. E che non si tiri in ballo gli infortuni, il roster si costruisce in luglio e agosto e si poteva pensarlo meglio.
E poi lo scorso anno abbiamo avuto anche assenze importanti e lunghe (leggi Ross) ma le abbiamo assorbite con disinvoltura.
Per una volta che iniziamo una partita alla grande riusciamo a finirla nel buio assoluto. Trento ha intensificato la difesa, e noi ci siamo impauriti oltre ogni immaginazione.
E comunque si poteva anche vincere, dopo la bomba di Ruzzier ci credevamo ma con la risposta immediata e comoda di Aldridge (quello dei bei tempi di Cremona) che completava il suo splendido 7 su 9 al tiro (4 su 5 nelle triple) ci tagliava le gambe dando il via all’ulteriore 0-5 che ci condannava definitivamente subendo così otto punti negli ultimi 80” di gioco.
Adesso manca la gara con Cantù per terminare il girone di andata, entrare nella Final Eight è complicatissimo (grazie ai pessimi scontri diretti) ma non impossibile. Prima però c’è il doppio confronto in salsa ungherese in BCL che potrebbe già cancellare uno dei tre obiettivi stagionali o che potrebbe (ci auguriamo) rilanciarci.
Auspico che dopo Cantù il GM convochi una conferenza stampa che per rispetto ai tifosi che giustamente lo venerano ritengo irrinunciabile. I contenuti li saprà esporre senz'altro lui, ma ne abbiamo bisogno.
Viste le ambizioni dichiarate, dopo gli ultimi risultati negativi, è doveroso capire quali possano essere le prossime mosse societarie.
VITTORIO LEONE
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