Doppio argento ai Giochi del Mediterraneo: la canoa FVG brilla a Taranto

Due medaglie di puro talento, grinta e maturità agonistica. La XX edizione dei Giochi del Mediterraneo incorona la canoa del Friuli Venezia Giulia con due argenti pesantissimi: a firma della triestina Sofia Zucca nel K2 500 e del monfalconese Giacomo Rossi nel K1 1000. Prestazioni da incorniciare che confermano lo stato di grazia del movimento regionale sul palcoscenico internazionale.
IL CAPOLAVORO DI ZUCCA E VIANELLO NEL K2 500 Gara tesa fin dalle prime battute sul bacino del Mar Piccolo, dove una falsa partenza della Spagna costringe gli otto equipaggi finalisti a resettare la concentrazione. Al secondo start, la coppia azzurra formata da Sofia Zucca (Aeronautica Militare/CMM N. Sauro) e Sophia Vianello aggancia subito il ritmo delle spagnole Contreras Rodriguez-Vega Manrique, tenendo a bada gli attacchi di Turchia e Francia. Ai 250 metri scatta il momento della verità: l'armo italiano sferra un affondo potente per cercare la testa della corsa. L'imbarcazione iberica risponde colpo su colpo e resiste al traguardo (1'46”63), ma Zucca e Vianello mettono il sigillo su una seconda posizione blindata in 1'49”16, staccando la Francia, bronzo in 1'50”91. Per la canoista triestina, seguita da sempre da coach Cutazzo, un argento che premia un'altra annata al top tra Europei e Mondiali U23.
ROSSI, DENTRO LA BAGARRE: UN ARGENTO CON IL COLTELLO TRA I DENTI Spettacolo e battiti alti nel K1 1000, la specialità più affollata e competitiva di tutta la manifestazione. Giacomo Rossi (GS Carabinieri), fresco dell'ottimo crono registrato nel successo in batteria, affronta la Finale A con l'autorità del campione italiano U23. La gara si trasforma subito in una vera e propria battaglia a cinque: Portogallo, Italia, Serbia, Turchia e Francia viaggiano sulla stessa linea. Quando il portoghese Rodrigues Brasileiro tenta l'allungo decisivo, Rossi non si scompone, resta agganciato al battistrada e, trascinato dal tifo del pubblico, cambia passo negli ultimi metri. Il monfalconese stacca la Serbia e artiglia la medaglia d'argento in 3'51”54 (oro al Portogallo in 3'48”79), resistendo al ritorno serbo per soli 16 centesimi.
(C.S.)








