Trieste Spring Run, vittoria kenyana

Solita festa in città per la Trieste Spring Run con oltre 10mila partecipanti.
L’appuntamento agonistico, organizzato dall’Apd Miramar con la collaborazione dell’Asd Trieste Atletica, la co-organizzazione del Comune di Trieste e il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, si è dimostrato garanzia di adrenalina e di applausi scroscianti per chiunque abbia tagliato il traguardo di Piazza Unità, dopo aver completato i 21,0975 km disegnati tra Duino e il centro città con la Costiera, il mare e il rinnovato sito di Porto Vivo-Porto Vecchio scenari di un percorso paesaggisticamente con pochi eguali in Europa.
Tra gli uomini il Kenya ha monopolizzato il podio. Dopo lo start un quartetto composto dai keniani Ntabo, Stephen Mwangi (già 3° la scorsa settimana alla Mujalonga Sul Mar) e Ishmarl Chelanga affiancati dall’italo-marocchino Abodoullah Bamoussa, vincitore dell’edizione 2024, ha preso il largo rispetto alla concorrenza.
Ntabo-Mwangi-Chelanga si sono giocati il successo negli ultimi 2 km quando Ntabo ha sfoderato una violenta accelerazione che ha lasciato sul posto i connazionali e che gli ha permesso di trionfare con il crono di 1h05:34 precedendo appunto Mwangi, 2° in 1h06:03, e Chelanga, 3° dopo 1h06:17.
In 4ᵅ posizione si è accomodato Bamoussa (Asd Atletica San Biagio, 1h06:49) mentre la top five è stata completata da un altro keniano, Benjamin Kiprop (1h08:24).
Al 6° posto ha trovato spazio il nativo di Romans d’Isonzo ma tesserato per l’Asd Sicilia Running Team Tobia Beltrame (1h10:57) mentre, all’esordio sulla distanza, si è preso la 7ᵅ posizione con l’incoraggiante tempo di 1h13:13 il ventunenne della Trieste Atletica Federico Cernaz.
«Alla seconda esperienza sulla distanza – sottolinea Ntabo – mi sono ben comportato gestendo lo sforzo con intelligenza e attaccando nel momento giusto. Sono contento di essere salito sul gradino più alto del podio in una gara con un percorso entusiasmante e un pubblico calorosissimo».
Le parole degli organizzatori
«La manifestazione – rimarca Porto – ha un’identità, fin dalla sua nascita, inclusiva e vuole essere una preziosa occasione per fare comunità e raccontare le mille sfaccettature e qualità di Trieste e della sua gente, facendo dialogare vari mondi». «Il gioco di squadra, tra istituzioni, sponsor, realtà sportive e non – aggiunge Tria – si è dimostrata la nostra carta vincente e la base solida da cui costruire tutto. Abbiamo proposto alla città una manifestazione che ha ampi margini di crescita e che vuole raccontare il nostro territorio a tutta Europa».
Come ampiamente ripetuto in quest’ultima settimana alla Trieste Spring Run nessuno va in panchina e si corre per scoprire sé stessi e vincere le proprie sfide personali: testimonial di questo concetto e dell’evento è il celebre ultrarunner Marco Olmo, classe 1948, che ha concluso la Trieste 21K al 672° posto in 1h54:30.
“Educare al rispetto, alla memoria, all’identità del luogo in cui si vive è fondamentale – spiega Pompeo Tria, presidente di Trieste Atletica –. E farlo con il sorriso, il movimento e la leggerezza di un evento sportivo è il modo più bello per far crescere cittadini consapevoli, e futuri adulti capaci di cura verso la propria comunità.”
“La Trieste Spring Run nasce con un intento preciso: fare qualcosa di buono per la città – afferma Emilio Porto, presidente di APD Miramar –. Il nostro impegno è creare occasioni in cui le persone si incontrano, collaborano, crescono. Oggi, più che mai, serve dare spazio a manifestazioni che non solo intrattengano, ma ispirino.”






