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Isonzo/Soča, Fasiolo (PD): «Gestione transfrontaliera non solo tecnica, serve responsabilità politica»

La consigliera regionale del Partito Democratico Laura Fasiolo ha presentato un'interrogazione alla Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia per chiedere un rafforzamento della cooperazione italo-slovena sul fiume Isonzo/Soča, in vista della Commissione bilaterale in programma a Gorizia il 30 settembre e il 1 ottobre.
 |  La Redazione  |  Politica
Isonzo/Soča, Fasiolo (PD): «Gestione transfrontaliera non solo tecnica, serve responsabilità politica»

La consigliera regionale del Partito Democratico Laura Fasiolo ha presentato un'interrogazione alla Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia per chiedere un rafforzamento della cooperazione italo-slovena sul fiume Isonzo/Soča, in vista della Commissione bilaterale in programma a Gorizia il 30 settembre e il 1 ottobre.

TRIESTE — La crisi idrica dell'Isonzo/Soča torna al centro del dibattito politico regionale. La consigliera Laura Fasiolo (Partito Democratico) ha depositato un'interrogazione alla Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia chiedendo di intensificare gli sforzi per una gestione realmente transfrontaliera del fiume, che scorre attraverso Slovenia e Italia prima di sfociare nell'Adriatico nei pressi di Monfalcone.

L'iniziativa arriva a pochi giorni dalla Commissione bilaterale italo-slovena in programma a Gorizia il 30 settembre e il 1 ottobre, un appuntamento che Fasiolo considera cruciale per imprimere una svolta alla cooperazione tra i due Paesi.

«La crisi idrica dell'Isonzo/Soča non può essere affrontata con interventi isolati o limitandosi agli aspetti tecnici», ha dichiarato la consigliera dem in una nota. «Serve una gestione realmente transfrontaliera, sostenuta da una precisa responsabilità politica, per salvaguardare la portata minima del fiume e garantire un uso sostenibile delle acque e l'equilibrio del prezioso ambiente fluviale».

Al centro delle preoccupazioni espresse da Fasiolo c'è anche la composizione delle delegazioni negli incontri bilaterali. La consigliera ha ricordato come nel 2024, a oltre nove anni dalla precedente Commissione del 2014, la delegazione slovena fosse «ampiamente rappresentativa sul piano politico», mentre quella italiana risultava composta «esclusivamente da rappresentanti tecnici, seppure del ministero dell'Ambiente». Un'asimmetria che, a suo avviso, va corretta indipendentemente dagli orientamenti politici in campo: «È una responsabilità che dobbiamo riconoscere, senza guardare al colore politico».

Fasiolo ha richiamato gli Accordi di Osimo del 1975 come punto di partenza da cui rilanciare una cooperazione più strutturata, invocando una Commissione bilaterale che non si limiti alla dimensione tecnica ma acquisisca anche una valenza politica. Tra gli strumenti individuati, la consigliera ha citato il cosiddetto «contratto di fiume transfrontaliero», al quale ha dichiarato di essersi impegnata anche in sede di Consiglio comunale, auspicando che diventi «uno strumento concreto» e non resti «sulla carta».

Sul fronte delle soluzioni infrastrutturali, Fasiolo ha invitato alla prudenza: «Occorre evitare di affidarsi esclusivamente a opere come dighe e interventi infrastrutturali, senza una valutazione complessiva dei loro effetti sul fiume, sui microclimi e sugli ecosistemi». Le misure tecniche, ha concluso, devono essere accompagnate da «una strategia di presa in carico della politica transfrontaliera», affinché Italia e Slovenia operino come un «unicum» nel reciproco interesse.

La risposta della Giunta regionale all'interrogazione non è ancora nota al momento della pubblicazione. L'esito della Commissione bilaterale di fine settembre a Gorizia potrebbe fornire i primi segnali concreti sull'effettiva direzione che i due Paesi intendono imprimere alla governance condivisa dell'Isonzo/Soča.

Fonte: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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